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Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFAA). Tale peculiarità appare essere
           la naturale conseguenza formativa per un soggetto chiamato oggi a creare delle
           FER  (Fonti  energia  rinnovabili)  che  per  definizione  produrranno  energia  in
           maniera  rinnovabile  e  quindi  con  un  importante  contributo  a  favore
           dell’ambiente. In tale esperienza il Commissario Speciale, coadiuvato dai due
           vicecommissari provenienti dai ministeri naturalmente coinvolti nell’operazione
           e da uno staff con competenze nelle specifiche (e molteplici!) dinamiche dell’iter
           burocratico per le autorizzazioni ambientali, avrà il compito di individuare le aree
           maggiormente confacenti ai bisogni della Difesa e delle comunità locali, dovendo
           interagire  con  le  varie  Forze  Armate  e  le  loro  esigenze,  con  l’Autorità  di
           Regolazione  per  Energie  Reti  e  Ambiente  (ARERA),  con  il  Gestore  dei  Servizi
           Energetici (GSE), con la distribuzione affidata a TERNA o ad ENEL e, non ultimi,
           con gli investitori anche privati oltre che con numerosi altri soggetti pubblici che
           intervengono in questo procedimento che, sia pur burocraticamente complicato,
           con  lo  strumento  ideato  può  divenire  un  agile  interprete  nell’ambito  delle
           energie rinnovabili. Anche questo settore può beneficiare delle opportunità rese
           dal  Piano  Nazionale  di  Ripresa  e  Resilienza  (PNRR)  previsto  proprio  per  lo
           sviluppo delle attività “verdi” oltre che naturalmente per lo sviluppo digitale della
           Nazione. Il provvedimento in parola, che, come accennato, trae la sua origine
           dalla crisi energetica del marzo 2022 determinata dall’invasione dell’Ucraina da
           parte delle truppe russe con le conseguenti restrizioni della comunità mondiale
           all’economia  russa  e  nello  specifico  per  quanto  attiene  le  forniture  di  gas,
           prevede  che  “il  Ministero  della  Difesa  contribuisca  alla  resilienza  energetica
           nazionale,  anche  tramite  Difesa  Servizi  Spa,  affidando  in  concessione  o
           utilizzando direttamente i beni  del  demanio  militare  o  a  qualunque  titolo  in
           uso  al medesimo  Ministero, inclusi gli immobili individuati quali non più utili ai
           fini istituzionali e non ancora consegnati all’Agenzia del demanio o non ancora
           alienati, per installare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili”.
           Le potenzialità della Difesa in questo settore sono dunque numerose e fattive.
           Se l’attenzione originale era posta per le esigenze energetiche della stessa Difesa
           (esigenze  derivanti  dal  fatto  che  fino  ad  un  recente  passato  la  Difesa  si  era
           trovata in alcune occasioni con una forte esposizione economica nei confronti
           dei fornitori di energia), i mutati scenari internazionali con la conseguente ricerca
           di approvvigionamenti energetici alternativi alle forniture precedenti alla guerra
           in Ucraina e le esigenze imposte dai cambiamenti climatici, hanno determinato
           un coinvolgimento anche della Difesa nello scenario delle scelte strategiche per
           la ricerca di fonti di approvvigionamento energetiche.



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