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niente) energivora in altri siti. È il fenomeno quest’ultimo, ad esempio, di molte
           caserme dismesse, ancora di proprietà della Difesa ma oramai non più utilizzate
           come  anche  per  il  caso  di  diverse  aviosuperfici  dismesse  o  altre  fattispecie
           ancora.  Bisogna  quindi  interrogarsi  come  questa  grande disponibilità di  spazi
           possa  coniugarsi  con  le  forti  esigenze  energetiche  della  Nazione,  e  sempre
           crescenti, in punti determinati del territorio italiano. Ma andiamo per ordine e
           vediamo  dapprima  cosa  si  intende  per  Comunità  Energetiche  Rinnovabili.
           Inizialmente si è inteso riferirsi al concetto di Comunità Energetiche Rinnovabili
           (o CER, come più diffusamente definite) per le esigenze non solo energetiche
           delle  comunità  locali  ma  con  aspetti  che  intendono  sviluppare  le  esigenze
           economiche e sociali che ogni comunità potenzialmente può autonomamente
           soddisfare, divenendo la base di forniture per lo sviluppo di imprenditorialità
           locale  e  creazione  di  filiere  ambientalmente  e  socialmente  sostenibili.
           Successivamente,  quindi,  si  è  evoluto  il  termine  CER  anche  a  quei  vantaggi
           immediati  -alla  luce  del  recente  Decreto  del  Ministero  dell’Ambiente  e  della
           Sicurezza Energetica (MASE) del 7 dicembre 2023, pubblicato il 24 gennaio 2024-
           che  consistono  nella  riduzione  dei  costi  per  gli  abitanti  di  una  determinata
           comunità  (per  il  mezzo  di  tariffe  incentivanti),  nello  sviluppo  di  un’economia
           sostenibile e per la crescita della consapevolezza ambientale, con la ricercata
           diminuzione (o, addirittura, fine) delle emissioni climalteranti. La genesi delle
           CER trova il proprio fondamento dagli obiettivi che la Comunità Europea si è
           posta per il processo comunitario di decarbonizzazione al 2030, che prevede di
           ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto ai livelli del 1990.
           L’emergenza posta dagli evidenti effetti del cambiamento climatico sta portando
           gli  organi  di  governo  comunitari  a  valutare  obiettivi  sempre  maggiormente
           ambiziosi, con la necessaria partecipazione a questo programma da parte di tutte
           le istituzioni nonché da parte degli imprenditori privati e quindi, ognuno  per  le
           proprie  capacità,  fino  ai  singoli  cittadini  con  le  proprie  scelte Individuali  in
           ordine  alle    abitudini    di  consumo  ed  ai  fornitori    energetici.  In  tal  senso  il
           legislatore nazionale ha nel tempo più volte recepito le indicazioni comunitarie
           per il territorio nazionale e da ultimo, finalmente, in particolare con il D. Lgs.
           199/2021 e quindi ora con il recente citato Decreto MASE del 24.1.2024. Le CER,
           quindi, paiono come uno strumento di produzione di energia rinnovabile per un
           determinato territorio, con una potenza massima installabile pari ad 1 MW (ma
           nel caso che ci occupa, ovvero quello afferente le strutture della Difesa tale limite
           potrà essere sorpassato), ubicato entro un ristretto vincolo territoriale, vincolo
           costituito essenzialmente dai  punti  di  connessione  afferenti  ad una medesima




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