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ovvero, grazie allo studio dei suoi  trend di crescita (o decrescita), è possibile
           acquisire informazioni fondamentali per la loro gestione.
           Questo  nuovo  approccio  integrato  al  monitoraggio  degli  ecosistemi  forestali
           gestiti  dal  CUFAA  è  stato  introdotto  dallo  studio  sviluppato  all’interno  del
           percorso formativo del corso Ruolo Forestale della Scuola Ufficiali Carabinieri,
           attraverso  il  primo  Master  di  II  livello  in  “Conservazione  della  biodiversità  e
           contrasto  dei  crimini  ambientali  –  C.O.B.C.R.A.”  dell’Università  degli  Studi  di
           Viterbo-Tuscia.

           L’idea alla base del nuovo approccio

           Una foresta che cresce nel migliore dei modi è anche in grado di sequestrare una
           maggior  quantità  di  carbonio,  incrementando  così  i  livelli  di  carbon  stock  e
           carbon sink, i principali parametri presi in considerazione nel processo di carbon
           sequestration.  Per  questo  motivo,  risulta  fondamentale  monitorare
           costantemente la qualità di tali ecosistemi, soprattutto di quelli che si trovano
           all’interno di aree di particolare valore ambientale, ecologico e paesaggistico. La
           stessa  EU  Forest  Strategy  rivolge  particolare  attenzione  proprio  alle  aree
           protette, che dovrebbero essere quelle in condizioni migliori e che necessitano,
           sulla base dei report annuali, di un miglioramento significativo del loro stato di
           conservazione. A tal riguardo, la comprensione delle dinamiche ecologiche e di
           sviluppo dei soprassuoli boscati si fonda sulla conoscenza delle modalità con le
           quali tali cenosi forestali si accrescono o meglio, evolvono nel tempo e come
           rispondono ai principali input climatici, anche in virtù di fenomeni di disturbo che
           mettono sempre più frequentemente alla prova le loro funzionalità.
           Tra  le  diverse  metodologie  di  analisi,  lo  studio  degli  anelli  legnosi  ovvero  la
           disciplina della dendroecologia, rappresenta oggi uno degli strumenti migliori per
           la  descrizione  ecologica  degli  alberi  e  delle  foreste,  contribuendo,  inoltre,  a
           migliorare  la  conoscenza  e  valutazione  della  loro  risposta  ecologica  e
           biogeografica. Attualmente, le più moderne strumentazioni di raccolta e analisi
           dei  dati  hanno  aumentato  le  potenzialità  e  applicabilità  di  questi  studi,
           garantendo così un approccio multidisciplinare e sicuramente più performante
           allo studio di questi ecosistemi così complessi. Tra queste nuove metodologie si
           deve  tener  conto  sicuramente  delle  tecniche  di  telerilevamento  satellitare
           (remote sensing), ampiamente utilizzate nelle discipline ambientali già da alcuni
           anni. L’utilizzo dei dati acquisiti con le tecniche di telerilevamento, infatti, è stato
           ampiamente diffuso in questo settore poiché si è dimostrata la loro efficacia nella




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