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“greening”) o diminuzione di produttività (cd. “browning”). Infatti, in caso di
correlazione statisticamente significativa, può essere sviluppato un approccio
integrato per valutare la produttività delle foreste in quelle aree non investigate,
ovvero procedere a una spazializzazione dei risultati del modello stesso. Per
questi motivi, la finalità dell’approccio di monitoraggio proposto, è stata anche
quella di valutarne l’adattabilità in altri contesti forestali (caratterizzati da altri
indici e parametri), ovvero la sua applicabilità in altre riserve naturali gestite dal
CUFAA. In conclusione, gli obiettivi specifici prefissati dello studio sono stati:
a) valutazione dell’effetto delle condizioni stazionali sulla produttività, in
termini di incremento in area basimetrica, del soprassuolo forestale;
b) verifica dell’applicabilità, nelle riserve gestite dal CUFAA, di un nuovo
approccio alla valutazione della funzionalità degli ecosistemi forestali.
Materiali e metodi
I metodi di analisi si sono basati sull’iniziale raccolta, in campo e tramite remote
sensing, di dati relativi ad aree di saggio selezionate, con l’obiettivo di valutare la
correlazione statistica tra NDVI (Normalized Difference Vegetation Index) e BAI
(Basal Area Increment). È stato poi sviluppato un modello statistico per
l’approccio integrato al monitoraggio della produttività e valutato come questo
possa essere applicato su scala spaziale nell’intera riserva di “Duna Feniglia”.
Nello specifico, sono stati selezionati due siti di analisi, con differenti
caratteristiche stazionali e produttive. Precedenti studi, infatti, hanno
individuato che “la costituzione di un’area protetta ha favorito il processo di
greening ma i disturbi locali, come quelli nelle aree dunali vicino al mare o alla
laguna, possono causare fenomeni di browning e di degradazione ecosistemica”
(SOLANO et al., 2022). Sinteticamente, è stato possibile localizzare nella riserva
un’area in cui vi sono condizioni ideali per lo sviluppo della specie, chiamata sito
in “greening” e un’area dove per effetto di limiti stazionali (vicinanza del mare,
salsedine, cuneo salino) le condizioni di vegetazione e di accrescimento sono più
contenute, chiamata sito in “browning”. L’utilizzo dei termini “greening” e
“browning” deriva dalla consuetudine scientifica, adottata nelle attività di
monitoraggio e controllo ambientale delle superfici forestali, di denominare
fenomeni e soprattutto trend di crescita o di declino della vegetazione sulla base
di alcuni parametri e in particolare dei cosiddetti indici di vegetazione (risposte
spettrali delle superfici forestali tramite NDVI dalle quali si ricavano immagini a
“falsi colori” generalmente tendenti dal verde al marrone). Nello specifico,
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