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Studi etnobotanici nella Provincia di Rieti
oppure rassicuravano le persone morse da serpenti ponendo del
legno di ornello (Fraxinus ornus L.) grattugiato sul morso. Tra le
erbe magiche proponevano la ruta (Ruta graveolens L.) contro
l’invidia, le piante spinose contro le fatture e l’asaro (Asarum
aeropaeum L.) contro le lodi eccessive. Il ciclamino (Cyclamen sp.)
era invece propizio per le partorienti.
È importante l’uso delle piante che si faceva allora durante cele-
brazioni e feste. Ad esempio, quando l’imperatore Ottone III fece
una visita inaspettata il 22 Settembre 999 presso l’Abbazia di Farfa,
l’Abate convocò i suoi collaboratori e ordinò un lungo corteo.
Centinaia di monaci incedevano disposti due a due e all’impera-
tore furono dati in dono i vangeli incensati e benedetti con un
mazzolino d’issopo (Hyssopus officinalis L.) (Di Mario, R., 1997).
Intorno all’anno Mille, a Rieti si celebravano anche dei riti litur-
gici come reminiscenze di antiche processioni pagane. Il primo
giorno dell’anno era infatti consacrato al dio Giano considerato
il protettore della casa. A lui si offrivano in dono i cosiddetti gra-
nicoli cioè rami di verbena (Verbena officinalis L.), frutta e focacce
con miele (Di Mario, R.- 1997).
Di carattere agricolo propiziatorio erano il rito del “toro osse-
quioso” del 5 Agosto che culminava nella triplice genuflessione
dell’animale e con l’offerta di grano sul sagrato delle Chiese di
Bacugno.
A Castel S. Angelo in occasione della festa della Madonna del
Santo Amore l’8 Settembre, si portavano fasci di grano al centro
della chiesa (Di Mario, R.- 1997).
Carichi di significati magici erano pure i fuochi accesi la notte
dell’Ascensione.
In Bassa Sabina si facevano dei grossi “foconi” con le ginestre
(Spartium junceum L.).
Le ceneri benedette del focone del sabato santo venivano distri-
buite insieme ad un ramo di ulivo ed una spiga di grano alle
famiglie in segno propiziatorio.
In quella civiltà nutrita di magia e superstizione erano molti ad
offrire pratiche negromantiche al diavolo. In suo onore si bru-
ciavano ambra, incenso ed aloe (Aloe vera L.) (Di Mario, R.- 1997).
Nella notte magica di S. Giovanni, quando si dice che le streghe
corrano lungo le vie del cielo per recarsi al loro tradizionale con-
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