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Studi etnobotanici nella Provincia di Rieti


                    Il ‘600 è un secolo importante perché proprio a partire da questo
                    periodo e fino all’ottocento si diffonde una buona cultura bota-
                    nica e, ad esempio, l’impiego delle erbe utilizzate nella cura delle
                    malattie raggiunge un livello di grande interesse.
                    A tal riguardo un documento di fine ottocento rinvenuto presso
                    gli archivi di Cantalupo in Sabina dimostra come in quella zona
                    fosse presente in quel periodo una farmacia.
                    La dotazione dei farmaci era assai povera e come risulta anche
                    da una nota dei medicinali a cui ogni Comune o Casa di Soccor-
                    so doveva provvedere, la maggior parte di essi era di origine
                    vegetale (Di Carlo, E.A.- 1988).
                    Nella lista erano presenti la camomilla (Matricaria recutita L.), i
                    fiori di sambuco (Sambucus sp.) i fiori di tiglio (Tilia cordata L.) ma
                    anche ad esempio la canfora estratta dall’albero di canfora (Cin-
                    namomum camphora L.).
                    La canfora è assorbita velocemente attraverso la pelle producendo
                    una sensazione di raffreddamento simile a quella del mentolo.
                    E’ possibile quindi che fosse utilizzata come blando anestetico o,
                    a causa dei suoi vapori come sedativo della tosse. Alcuni fonti
                    citano l’uso della canfora già nel ‘700 nel trattamento delle manie
                    e a causa del forte odore come repellente per rettili ed insetti
                    (Pearce, J.M.- 2008).
                    Ai semi di lino (Linum usitatissimum L.) venivano probabilmente
                    riconosciute le proprietà emollienti, rinfrescanti, l’utilità nei
                    disturbi intestinali e della vie respiratorie (Nardelli, G.M.-1987).
                    La “senapa” (Senape bianca o senape nera originaria dell’Asia
                    occidentale) era forse usata nei dolori articolari in quanto riscal-
                    da e stimola l’irrorazione sanguigna. L’Ipecuana (Cephalis ipe-
                    cuanha L.) di origine indiana veniva forse contemplata nella lista
                    a causa delle sue proprietà antidiarroiche.
                    Il laudano invece era un preparato farmaceutico le cui virtù
                    erano indicate nelle patologie del sonno e di tutti i dolori forti,
                    nella cura delle emicranie, del mal di denti, dei dolori mestruali,
                    dei reumatismi cronici (Fumagalli, M.- 2000).
                    Veniva ricavato dall’oppio (Papaver somniferum L.).
                    Anche l’olio di olive veniva menzionato nella lista dei medicina-
                    li obbligatori probabilmente per le sue proprietà refrigeranti,
                    emollienti e digestive conosciute già nell’antica Roma.


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