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Studi etnobotanici nella Provincia di Rieti


               Che nell’ottocento molte erbe venissero utilizzate anche a scopo
               medicinale lo dimostra anche “Monumenti Sabini” del Guattani
               in cui vengono citate le proprietà medicamentose e gli usi del
               ginepro sabina (Juniperus sabina L.):“ Fra l’erbe medicinali non si deve
               preferire colei che di Sabina il nome porta Juniperus sabina…ha un odore
               forte ed un sapore amaro aromatico e resinoso. Presa interiormente, dice
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               l’Haller , viene riguardata come uno degli emmenagoghi più potenti e
               più pericolosi. Esteriormente usata è detergente e risolutiva. Secondo il
               Duhamel 10  i maniscalchi se ne servono per eccitare l’appetito dei bestia-
               mi; preparata a dovere giova a risolvere i tumori de’ cavalli e delle peco-
               re. Nasce a dir vero quest’erba in tutt’i climi ma il chiamarsi sabina fa
               supporre che qui meglio che in altro luogo germoglia e fiorisce….
               L’autore elenca anche altre erbe presenti nel territorio reatino che
               venivano utilizzate come alimento per il bestiame:“....le colline
               abbondano di serpilli e di timi, di nocciuoli aromatici e di erbe sostanziose
               cosicché somministrano al bestiame un nutrimento, il più scelto per la pro-
               duzione di latti odoriferi e di squisiti formaggi..”(Guattani, G.A- 1832).
               Sembra inoltre, come viene riportato dal Guattani, che la raccol-
               ta dei funghi soprattutto nella zona di Cantalupo fosse diffusa
               già nei primi anni dell’800 e che esistesse all’epoca un fiorente
               commercio di funghi e tartufi nella zona di Roccantica con i
               paesi più occidentali (Guattani, G.A- 1832).
               Intorno alla metà del XIX sec., l’economia locale ruotava anche
               intorno a nuove coltivazioni come quella del gelso (Morus alba
               L.) a cui era legato l’allevamento del filugello (Baco da seta o
               larva di Bombyx mori L.) e quella del tabacco (Nicotiana sp.).
               Nell’annuale del Comizio Agrario di Rieti per l’anno 1879 reperi-
               to presso la Biblioteca Paroniana di Rieti viene tuttavia evidenzia-
               to come nonostante all’inizio la coltivazione del gelso cosi come il
               mercato dei bozzoli fosse fiorente, successivamente a causa della
               scarsa capacità imprenditoriale dei reatini e della diffusione della
               pebrina, una malattia del baco da seta, questa industria andò a
               scomparire: “Poca importanza ha in questo circondario l’allevamento
               del filugello perciochè è scarso il numero dei gelsi coltivati.
               Né al presente è a sperare che questa industria avanzi di molto, essendochè
               i proprietari non si danno alcun pensiero di aumentare e migliorare le pian-


               9 Poeta e medico svizzero del ‘700 con interessi botanici
               10 Noto agronomo e botanico francese dell’epoca

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