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Studi etnobotanici nella Provincia di Rieti
Molta cura era dedicata anche ai meloni (Cucumis melo L.), carote
(Daucus carota L.) e coloquintidi (Citrullus lanatus Thunb. Mansfeld).
Non era invece diffuso l’uso della frutta nella dieta della fami-
glia contadina poiché era considerata superflua e si preferiva
cotta o secca. Nell’orto frutteto veniva spesso praticata anche la
coltivazione intensiva: insieme a qualche pianta di lino (Linum
usitatissimum L.) o di canapa (Cannabis sativa L.) prosperavano
meli (Malus domestica Borkh.), susini (Prunus domestica L.), peri
(Pyrus communis L.), nespoli (Mespilus germanica L.), gelsi (Morus
alba L.), ciliegi (Prunus avium L.), mandorli (Amygdalus communis
L.), sorbi (Sorbus domestica L.), noccioli (Corylus avellana L.) e fichi
(Ficus carica L.) (Di Mario, R.- 1997).
Non mancavano negli orti anche le rose (Rosa sp.), i gigli (Lilium
sp.), i garofani (Dhiantus sp.), i gelsomini (Jasminum sp.), le viole
(Viola sp.), i mughetti (Convallaria majalis L.), i fiordalisi (Centau-
rea cyanus L.), i papaveri (Papaver sp.) e le margherite (Leucanthe-
mum vulgare L.).
Gli speziali ed i medici confezionavano le loro medicine con
piante medicinali coltivate negli orti o cresciute allo stato spon-
taneo nei boschi (Di Mario, R.- 1997).
Da notare che chi danneggiava le piante e le coltivazioni, specie
di notte, oltre a pagare una multa era tenuto a risarcire il danno
provocato (Di Carlo, E.A.- 1988).
Assai diffusa negli orti, ma anche nella conca reatina e nelle pia-
nure alluvionali del Salto, del Farfa, la coltura delle piante tinto-
rie: il croco per il giallo (Crocus sativus L.), la robbia (Rubia tintc-
torum L.) per il rosso ed il guado (Isatis tintoria L.) per il blu, colo-
re di gran lunga preferito in Sabina.
Il guado, fondamentale per la colorazione dei panni, veniva
usato anche per curare i tumori e l’ulcera grazie alle sue pro-
prietà essiccative e per foraggiare suini ed ovini (Di Mario, R.-
1989). Molto estesi erano anche i campi di canapine circoscritti
da siepi nei terreni pedemontani e nei piani del Cicolano e della
Bassa Sabina. I prodotti delle canapine erano largamente utiliz-
zati ovunque nel medioevo e sono stati coltivati fino agli anni ’40
(Di Mario, R.- 1989).
La canapa veniva coltivata anche nella piana reatina dove trova-
va terreni freschi e profondi e nell’ampio spazio antistante porta
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