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La piromania


                  quale atto al crocevia tra impulsività, piacere sessuale perverso e
                  fascinazione; di certo, ancora una volta, s’impone un dato sopra
                  tutti, la violenta attrazione del piromane per il fuoco.

                  Le definizioni di piromania; da Morandon de Montyel al Dsm IV


                  Per cercare di giungere verso le concezioni moderne in tema di piro-
                  mania sembra utile valutare le differenti definizioni che vengono date
                  a questo concetto, partendo da quella che può essere considerata la
                  prima definizione organica di piromania e cioè quella che proposta
                  da Morandon de Montyel, nella seconda metà del secolo scorso.
                  Per una maggior chiarezza e per garantire un rapido raffronto
                  tra le definizioni, queste verranno raccolte in una tabella rias-
                  suntiva.
                  Facendo riferimento alle edizioni considerate del Manuale diagno-
                  stico e statistico dei disturbi mentali, più che di differenti definizio-
                  ni si può parlare di diverse sfumature sotto le quali si celano i mede-
                  simi concetti; dal DSM III al DSM III R pochi sono i rilievi da fare
                  legati al passaggio all’atto, che nell’edizione rivisitata del Manuale è
                  ampliato nelle sue dimensioni di fascinazione e interesse per tutto
                  ciò che sia relativo al fuoco, ponendo ancora, viene posto l’accento
                  sull’intensità del contesto emotivo, prima, durante e dopo l’incen-
                  dio. L’unica differenza di rilievo pare essere quella relativa alla tipo-
                  logia di stato mentale che conduce all’azione; si passa dal DSM III
                  ove l’atto incendiario del piromane viene indicato come dettato
                  dalla incapacità di resistere ad un impulso, alla previsione del DSM
                  III R dove l’atto impulsivo si trasforma in atto deliberato e inten-
                                                                             15
                  zionale, indicazione questa che permane anche nel DSM IV . Il ten-
                  tativo sembra quello quindi di non accordare quindi più al piroma-
                  ne il dubbio di essere vittima di un gesto incontrollabile, ma egli
                                                                           16
                  mette consapevolmente in atto il suo amore per il fuoco .

                  15 Si è omessa l’indicazione del DSM I e del DSM II nei quali la piromania risultava solo come
                    termine supplementare
                  16 Risulta abbastanza curioso e non immediatamente comprensibile come accanto a questo pas-
                    saggio da uno stato di impulso ed un atto deliberato ed intenzionale in realtà la piromania sia
                    sempre stata classificata nelle edizioni considerate del Manuale sotto la categoria dei Distur-
                    bi del controllo degli impulsi non classificati altrove, la cui caratteristica fondamentale è l’in-
                    capacità a resistere ad un impulso, ad un desiderio impellente, o alla tentazione di compiere
                    un’azione pericolosa per sé o per gli altri.
                    Cfr. per es. DSM IV, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Masson, Milano, 1998,
                    pag. 667


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