Page 204 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
P. 204

La piromania


            to animale. La mancanza di motivi razionali costringe il piromane
            ad agire sotto la spinta di atti irresistibili, impossibili da reprime-
            re. Qui la motivazione risiede solo nel “cruccio estetico” prece-
                                    8
            dentemente accennato , e cioè nello spettacolo dell’incendio, nel
            fascino che il fuoco esercita e nel piacere della sua visione.
            Altro autore che sostenne la piena autonomia nosografica della
            piromania fu Morandon de Montyel, il quale in successivi lavori
            individuò quale elemento irrinunciabile affinché possa parlarsi di
            piromania, il fatto di aver agito essendo trascinati da un impulso
            irresistibile ed intermittente. Per poter parlare di piromania occor-
            re quindi necessariamente escludere l’esistenza di ogni motivazio-
            ne concreta ad appiccare il fuoco. La piromania quindi, secondo
            questo autore, rappresenterebbe la soddisfazione di un bisogno
            nato spontaneamente dalla mente del soggetto e che non deve esse-
            re il prodotto di condizioni psichiche anche patologiche del sog-
            getto, né una reazione a fenomeni esterni interpretati morbosa-
            mente. Tale bisogno di appiccare e vedere il fuoco costituirebbe, da
            solo, la manifestazione essenziale caratteristica della malattia.
            Secondo questa visione sono caratteristiche che definiscono la
            piromania:

            1. appiccare l’incendio guidati da un impulso irresistibile inter-
               mittente
            2. disturbi fisici o modifiche psichiche concomitanti al reato o
               anteriori
            3. intima soddisfazione per aver compiuto il reato
            4. assenza di movente
            5. se l’incendio è atto incosciente di un idiota o demente, atto
               sconsiderato di un maniaco, l’atto passivo di un allucinato,
               l’atto esuberante o di un emotivo, non appartiene alla piro-
               mania.


            Si noti sin d’ora la somiglianza, o per meglio dire la coincidenza,
                                                                      9
            con la definizione di piromania contenuta nel DSM III .
            Come abbiamo accennato precedentemente, vi fu nella dottrina
            dell’800 – ma anche in quella del ‘900 – un movimento contrario

            8 Vedi pag. 4
            9 Per il confronto tra le definizioni di piromania si veda infra par. 4.2
                                                            SILVÆ - Anno VI n. 14 - 207
   199   200   201   202   203   204   205   206   207   208   209