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La piromania


                  “mania parziale” o “mania senza delirio”, definiti come quei casi in
                  cui senza aberrazioni della facoltà intellettiva, i malati commettono
                  atti interpretabili dal profano come frutto di profonda perversione.
                  Questa dottrina si sviluppò poi attraverso l’opera di Esquirol che
                  costruì la categoria della “monomania” caratterizzata da un certo
                  numero di idee fisse, dominanti, esclusive, nelle quali si sviluppe-
                  rebbe il delirio, pur restando integre tutte le altre funzioni psichiche.
                  Questa categoria di monomania sarebbe utile a spiegare quel
                  qualche cosa di cieco ed indefinito che spinge all’atto persone che,
                  prima che si manifestassero i sintomi dell’atto impulsivo, si
                  erano dimostrate buone, oneste e mite.
                  Fu Marc, allievo di Esquirol, che nella metà dell’800 configurò
                  l’ipotesi di una monomania incendiaria, definendo “piromania”
                  la propensione a bruciare, distinguendola in due diverse catego-
                  rie, e cioè quella ragionata e quella istintiva.
                  Marc considerò quindi la piromania come un’entità specifica
                  insorgente in un soggetto la cui coscienza ed il cui senso morale
                  sono intatti.
                  La piromania quindi – e questa sarà la posizione sostenuta da
                  Morandon de Montyel – venne considerata come la soddisfazio-
                  ne di un bisogno che, nato spontaneamente nello spirito del
                  piromane, non è la risultante né di disposizioni psichiche prece-
                  denti, né un adattamento a fenomeni interpretati morbosamen-
                  te. Siamo di fronte al sorgere di un desiderio di bruciare al di
                  fuori di ogni costrizione materiale o affettiva.
                  Bisogna in particolare sottolineare che i “difensori” della piro-
                  mania come entità specifica, la considerarono indipendente da
                  disturbi psichiatrici o da una motivazione utilitaristica, ed insor-
                  gente in soggetti in situazioni di fragilità sessuale o intellettiva.
                  Marc, così come altri autori, offrì una lettura sulle possibili cause
                  della piromania, individuandole con l’esistenza di problemati-
                  che sessuali e con un’evoluzione organica irregolare; fu questa la
                  prima “lettura sessuale” della condotta incendiaria, peraltro
                  ancora oggi con un posto di rilievo nella dottrina impegnata a
                                                               7
                  ricercare una spiegazione della piromania .
                  Altri autori, senza in realtà fornire una spiegazione, considerano i
                  piromani come soggetti spinti da una propensione vicina all’istin-

                  7 Vedi infra par. 4.4.2


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