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La sfida energetica


                  plus-ultra? Il diffondersi di movimenti ecologisti spesso francamente ispi-
                  rati a un’idea di regresso, ad una concezione meramente zoologica del-
                  l’uomo sembrerebbero confermare questa impressione.
                     Ultimamente non sono pochi gli intellettuali che si sono adagiati su
                  temi di rassegnazione: in base ad una sorta di fatalismo storico, l’Europa
                  sarebbe un continente superato dalla storia, destinato ad essere surclas-
                  sato dai ritmi produttivi di Cina e India, ridotto a centro di accoglienza
                  di comunità islamiche sempre più prolifiche e consapevoli della loro capa-
                  cità di espansione. Un’Europa insomma ridotta a “mera espressione geo-
                  grafica”: ovvero ad appendice della vasta Asia. Noi riteniamo che vi siano
                  indicatori storici che esprimono evidenze contrarie a questa rassegnazio-
                  ne: innanzitutto la grande quantità di “cervelli” che ogni anno l’Europa
                  esporta in America e nel resto del mondo. La “fuga dei cervelli” è espres-
                  sione di una miopia organizzativa della fragile unione politica europea,
                  ma è anche segno eloquente delle potenzialità scientifiche e tecnologiche
                  del vecchio mondo. Infine non è malizioso pensare che i pigri cantori della
                  “Eurasia” e dell’ “Eurabia” siano gli stessi che qualche decennio fa giu-
                  dicavano inevitabile la resa della Europa borghese, corrotta e capitalista
                  di fronte alla conclamata superiorità ideologica (?) e pratica (??) del
                  mondo socialista-sovietico...
                     In realtà, lungi dall’essere sul viale di una rassegnata vecchiaia, la
                  civiltà europea (e più in generale la civiltà euro-occidentale) può trovare
                  nuovo slancio nell’affrontare la sfida della ricerca energetica. Per lo spi-
                  rito faustiano d’Occidente, la sfida energetica è la nuova frontiera da
                  conquistare, il nuovo limes da superare. In palio ci sono la disponibilità
                  energetica per i nostri fini sociali, l’indipendenza strategica dai meri pos-
                  sessori di idrocarburi nel sottosuolo.

                  Una sfida che accomuna Europa e America

                     La società americana, sorta come proiezione oltre l’atlantico del
                  mondo europeo-occidentale, partecipa completa dei caratteri della civiltà
                  faustiana europea. In questa inclusione dell’America nello spazio comu-
                  ne di civiltà Spengler si differenzia nettamente da quei teorici di cultura
                  fascista, ostili all’America come incarnazione di tutti i vizi della moder-
                  nità.
                     Spengler giunge a paragonare gli americani ai romani del tempo anti-
                  co e coglie nella relazione tra Europa e America la stessa dinamica che si
                  instaurò in passato tra la Grecia e Roma.
                     L’espansione verso Ovest dei coloni americani sembra essere la prose-
                  cuzione dell’impulso faustiano all’espansione verso orizzonti lontani.


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