Page 138 - ZAIA III bozza
P. 138

La sfida energetica


            picco del petrolio crea sgomento nei mercati, nei grandi investitori, nei
            comuni lavoratori e professionisti, in tutti coloro che in alcun modo
            potrebbero concepire la loro esistenza a prescindere dall’utilizzo del
            mezzo automobilistico. Tra il 2008 e l’inizio del 2009 la montagna russa
            della crisi vede il prezzo del petrolio salire fino al picco dei 150 euro,
            per poi ridiscendere, ma solo in concomitanza di una crisi finanziaria
            che produce la lievitazione immediata della disoccupazione e la contra-
            zione dei consumi.
               L’impatto di queste trasformazioni rapide (sia pur lentamente incuba-
            te negli anni precedenti) suscita dei cambiamenti percepibili nell’opinio-
            ne pubblica. Il mito della società multietnica, del villaggio globale, perde
            tensione emotiva; l’ideologia ecologista, che negli anni Ottanta sembrava
            essere destinata a prendere nel cuore dei giovani il posto precedentemen-
            te occupato dal comunismo, si ridimensiona. Il consumatore medio e l’au-
            tomobilista rivalutano l’opportunità della opzione nucleare anche in
            paesi che dopo la catastrofe di Cernobyl, l’avevano scartata con forza; gli
            operai mostrano insofferenza verso le manifestazioni di Greenpeace e
            cominciano a invocare misure protezionistiche nei confronti delle merci
            di importazione asiatica.
               Il tema della ricerca delle fonti energetiche alternative rappresenta un
            motivo di speranza. Gli scettici e i cinici sottolineano come le alternative
            agli idrocarburi a tutt’oggi non riescano a mostrare la loro efficacia. Gli
            speranzosi si attendono da un giorno all’altro uno scatto in avanti della
            ricerca che trasformi l’eolico, il solare e l’idrogeno in qualcosa in più di
            “giocattoli buoni per parchi a tema ambientale”. I cultori delle teorie del
            complotto non mancano di inveire contro oscuri circoli finanziari ritenu-
            ti capaci di boicottare la macchina ad aria compressa, o la rete elettrica
            alimentata dalle maree…
               Quel che si nota negli ultimi  tempi in Europa è una sorta di rassegna-
            to sconforto: l’Europa Occidentale è ancora un luogo privilegiato in cui
            vivere e tuttavia l’umore degli europei tende al depresso mancandole la
            volontà di reagire con energia a quelle tendenza epocali che tendono ad
            emarginare il vecchio Continente dalle grandi dinamiche della storia.
               Per questo forse il presupposto indispensabile di una rivoluzione ener-
            getica è una rivoluzione culturale per l’Occidente.

            Il modello storico di Toynbee: sfida e reazione.

               Non è sicuramente questo il momento più duro vissuto dall’Occidente:
            un rapido riferimento storico alle invasioni barbariche, alla peste del
            Trecento che segnò un sensibile spopolamento dell’Europa, alla crisi del

                                                             SILVÆ - Anno V n. 11 - 141
   133   134   135   136   137   138   139   140   141   142   143