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La sfida energetica


                  si ricostruì a posteriori il sentimento di un’attesa carica di paura per un
                  anno a cifre tonde identificato con il momento conclusivo della storia
                  umana. Secondo la vulgata illuministica, il superamento del millesimo
                  anno e il mancato verificarsi delle profezie apocalittiche avrebbe contri-
                  buito ad infondere nella cristianità un sentimento di maggiore fiducia nei
                  confronti della civiltà terrestre, delle possibilità concesse all’uomo di
                  agire autonomamente nella storia.
                     Sentimento collettivo effettivamente sperimentato dall’umanità euro-
                  pea o argomento di propaganda anti-clericale, il timore che precedette
                  l’anno Mille appare oggi curiosamente simmetrico alle speranze che
                  hanno preceduto l’anno Duemila.
                     L’attesa dell’anno Mille e l’attesa del Duemila rappresentano due
                  opposte raffigurazioni del futuro; l’una all’insegna del timore (infonda-
                  to) l’altra all’insegna di una speranza (…delusa). I lettori di queste
                  pagine ricorderanno gli ingenui sentimenti che pervadevano gli anni
                  Novanta e la diffusa mitizzazione del Duemila, inteso come spartiacque
                  della storia e tappa di transizione verso una New Age, un’epoca più
                  facile sotto tutti gli aspetti. Nel decennio che intramezzava la caduta del
                  Muro di Berlino e l’anno Duemila, la globalizzazione veniva concepita
                  come un fenomeno ineluttabile da un lato, privo di risvolti problemati-
                  ci dall’altro. La maggioranza delle persone (o forse la maggioranza dei
                  media che svolgono una funzione orientativa della opinione pubblica)
                  tendeva a trascurare i problemi derivanti dagli spostamenti di grandi
                  masse, dall’insorgere del fenomeno terroristico, dalla riorganizzazione
                  dell’economia su scala planetaria, dalla limitata disponibilità delle
                  risorse energetiche.
                     Se è vero dunque che il “mito dell’Anno Mille” si incentrava su
                  un’attesa timorosa seguita da una “primavera”, da un rinnovato otti-
                  mismo storico, il “mito degli Anni Duemila” si è basato su un’attesa
                  carica di speranza seguita, soltanto pochi mesi dopo, alla svolta del
                  calendario, da un diffondersi planetario di paure. Nell’anno 2000, la
                  passeggiata di Sharon sulla spianata delle moschee e la seconda Intifa-
                  da contribuivano a rivelare la realtà arcaica e sconvolgente dei martiri
                  islamici suicidi. Nel 2001, l’abbattimento delle Torri gemelle dimostra-
                  va come il conflitto di civiltà potesse spingersi fino a lambire il cuore
                  della civiltà occidentale-americana. Nel 2003, l’insaguinato dopoguerra
                  iracheno e la ripresa del conflitto sui monti dell’Afghanistan offrivano
                  dati eloquenti per ammettere che anche le società che per anni avevano
                  creduto nella equazione potenza economica-tecnologica = superiorità
                  militare incontrovertibile erano costrette a fare i conti con una resi-
                  stenza fanatica e difficilmente sradicabile dal territorio. Nel 2008 il


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