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La sfida energetica

            LA SFIDA ENERGETICA


            di Alfonso Piscitelli*



            La conquista della nuova frontiera energetica richiede lo sviluppo di un nuovo “umane-
            simo scientifico”, ovvero di una concezione del mondo che concilii le scoperte della scien-
            za con il patrimonio di valori della cultura umanistica europea. Richiede una radicale
            riforma della scuola, che cancelli tutta la retorica, la demagogia, la politicizzazione di
            questa istituzione e ripristini la serietà degli studi: perché il nostro futuro dipende da
            menti sveglie, intelligenti, coltivate da una disciplina di studi, che siano in grado di tro-
            vare la soluzione “tecnica” ad un problema che non è soltanto tecnico. Richiede inoltre
            l’avvento a livello internazionale di una classe politica coraggiosa, che non si accontenti
            di perpetuare una politica di acquiscienza e compromesso con i grandi possessori di idro-
            carburi: politica che ieri aveva la sua ragione strategica, oggi ha ancora la sua conve-
            nienza, ma che nei prossimi anni si rileverà sempre più gravosa di costi da pagare in ter-
            mini di dipendenza.

            The conquest of the new energetic frontier demands the new development of “umane-
            simo a scientific one”, that is of one conception of the world that concilii the discove-
            ries of science with the patrimony of values of the European humanistic culture. Radi-
            cal reform of the school demands one, that it cancels all the rhetorical, the demagogy,
            the politicizzazione of this institution and restorations the seriousness of the studies:
            because our future depends on wide awake minds, intelligent, cultivated from a disci-
            pline of studies, that they are in a position to finding “the technical” solution to a pro-
            blem that is not only technical. It demands moreover the advent to international level
            of a brave political class, than it is not pleased to perpetuate one political of large
            acquiscienza and compromise with the possessory ones of hydrocarbons: politics that
            yesterday had its strategic reason, today have still its convenience, but that in the next
            few years it will be found more and more onerous of costs to pay in terms of depen-
            dency.

            Anno Mille e Anno Duemila: destini simmetrici per due punti di svolta.

                  e ricerche storiografiche più recenti hanno in gran parte ridimen-
                  sionato il mito dell’anno Mille, ovvero la supposizione storica che
            Ll’umanità medievale abbia atteso l’inizio del secondo millennio del-
            l’era volgare con un sentimento di ansia apocalittica, un timore genera-
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            lizzato per la fine del mondo . Più che una realtà storica di vaste pro-
            porzioni, il mito dell’Anno Mille sembra essere frutto di una illazione (o
            di una indebita generalizzazione) degli intellettuali del secolo dei Lumi.
            Fu, allora – nel Settecento illuminista – che si elaborò l’immagine di un
            Alto Medio Evo pervaso da superstizione e da paure “millenaristiche” e


            *  Docente di Scienze Sociali, si occupa di tematiche geopolitiche
            1  Falco. La polemica sul medioevo. Napoli, 1977.
                                                             SILVÆ - Anno V n. 11 - 139
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