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La sicurezza ambientale in ambito urbano e l’attività del Corpo Forestale dello Stato
nazionale. L’articolo 11 in particolare stabilisce l’obbligo di ricavare da
fonti rinnovabili una quota dell’energia prodotta, fissato dall’anno 2002 in
misura pari al 2% del totale della generazione e dell’importazione di ener-
gia. Sia la legge 10/91 che il suo decreto attuativo (Dpr 412/93) prevedo-
no inoltre che in tutti gli edifici pubblici (Comuni, scuole, ministeri, sta-
zioni, aeroporti, ecc.) e in quelli privati ma adibiti a uso pubblico (alber-
ghi, ristoranti, banche, palestre, ecc.) si faccia ricorso a fonti rinnovabili di
energia o assimilate, salvo impedimenti di natura tecnica o economica.
Il documento che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha presen-
tato nel 2002 (“Proposte per l’Attuazione dei Decreti Ministeriali del
24.4.2001 per la Promozione dell’Efficienza Energetica negli Usi Finali”)
ha aperto però uno spiraglio di innovazione in questo settore, introducen-
do per la prima volta regole per la gestione della domanda e stabilendo la
necessità di fissare obiettivi nazionali (quantitativi) per il miglioramento
dell’efficienza energetica ed obiettivi specifici di risparmio per le imprese
distributrici di energia (le c.d. E.S.Co., acronimo di Energy Service
Company, Compagnie di servizi energetici), soggetti finora assenti nel
nostro paese, che dovrebbero invece rivestire un ruolo fondamentale in
un sistema energetico sostenibile.
Le E.S.Co. intervengono in tutti settori, anche in quello domestico,
offrendo servizi energetici completi ai loro clienti. Propongono un piano
costruito con un approccio sistemico, che comprende cioè sia interventi
strutturali, sia la fornitura di impianti ed apparecchiature. Obiettivo pri-
mario di una società di servizi energetici è quello di ottenere un risparmio
attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, per conto della pro-
pria clientela utente di energia sia pubblica che privata.
Molte soluzioni sono già praticate in Europa (Germania, Olanda, Gran
Bretagna, Danimarca): cominciando con la riconversione del sistema elet-
trico, fatto di produzioni concentrate in impianti di grande potenza, con-
geniale alle trasformazioni termiche basate sui combustibili fossili, ad
almeno il 50% prodotto in piccole centrali di cogenerazione ad alta effi-
cienza prossime all’utenza da soddisfare e integrate da fonti rinnovabili
(solare, eolico, geotermia e biomasse forestali), con il restante 50% da
sostituire in prospettiva con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. Ma .1
alcuni risultati si potrebbero ottenere anche con minimi sforzi. oI-n
Innanzitutto, con la sostituzione graduale delle apparecchiature elettriche n
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