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Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: tra il verde e l’azzurro


            in particolare a seguito della istituzione, nel 1971, di una Riserva Naturale
            Integrale alla quale il Consiglio d’Europa ha attribuito il Diploma
            Europeo per la conservazione dell’ambiente.
               All’attualità il panorama vegetale dell’isola è soprattutto quello di una
            macchia bassa con prevalenza di Erica arborea L. e poi Erica scoparia L.,
            Cistus monspeliensis L., Cistus salvifolius L., Rosmarinus officinalis L., Teucrium
            marum L.
               Tra le specie introdotte e coltivate nel parco della Villa ex reale, ubica-
            ta in Cala Maestra di Montecristo, si possono citare Abies nordmanniana
            (Steven) Spach, Pinus halepensis Mill, Pinus pinea L., Cupressus sempervirens L.,
            Cupressus macrocarpa Harweg., Chamaecyparis pisifera Siebold., Taxus baccata
            L., Cycas revoluta Thunb., Salix alba L., Quercus rubra L., Celtis occidentalis L.,
            Morus alba L., Maclura pomifera (Rafin) C.K. Schneider, Ficus elastica Roxb.,
            Grevillea robusta A. Cunn., Phytolacca americana L., Carpobrotus acinaciformis
            (L.) Bolus, Laurus nobilis L., Persea gratissima Gaertn., Platanus orientalis L.,
            Prunus communis L., Prunus cerasifera Ehrh., Cercis siliquastrum L., Ceratonia
            siliqua L., Sophora japonica L., Albizzia iulibrissin Durazz., Ailanthus altissima
            (Miller) Swingle, Buxus sempervirens L., Hibiscus syriacus L., Stereulia diversifo-
            lia G. Don., Tamarix gallica L., Opuntia ficus-indica (L.) Miller, Lagestroemia
            indica L., Eucaliptus cornuta Labill., Eucaliptus globulus Labill., Bougainvillea
            spectabilis Willd., Diospyros kaki L., Diospyros lotus L., Catalpa bignonioides
            Walt., Butia capitata (Mart.) Becc., Agave americana L.
               Alcune specie tra quelle sopra citate furono introdotte o per scopi
            ornamentali o per motivazioni legate alla pur modesta agricoltura pratica-
            ta in tempi passati sull’isola, talune inopportunamente, come si può ben
            ritenere oggi. Caso emblematico è quello dell’ailanto (Ailanthus altissima
            Swingle) che sta causando seri problemi alla vegetazione naturale dell’iso-
            la comportandosi da infestante, in ciò aiutato dalle numerose capre selva-
            tiche che preferiscono per la loro dieta altre specie.


               Il paesaggio vegetale dell’isola di Giannutri ha subito nel corso dei
            secoli profonde modificazioni. Possiamo immaginare questa piccola isola
            ricoperta dalla vegetazione lussureggiante della macchia mediterranea e di
            formazioni di leccio (Quercus ilex L.) e di ginepro fenicio (Juniperus phoeni-  .1
            cea L.). Ma possiamo anche arguire che nel tempo taglialegna, carbonai,        oI-n
            pescatori, si siano approvvigionati di materiale legnoso trasformando l’as-    n
                                                                                           n
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