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Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: tra il verde e l’azzurro


            re di questo peculiare aspetto della natura.
               Sull’isola di Gorgona sono state censite 415 specie, alcune delle quali
            costituiscono prerogativa esclusiva di Gorgona come lo statice (Limonium
            gorgonae Pignatti). Particolarmente interessante la presenza di Scropularia tri-
            foliata L., riscontrabile anche su Montecristo oltre che in Sardegna e
            Corsica, Urtica atrovirens Req., Teucrium marum L.
               Il panorama vegetale dell’isola di Gorgona è soprattutto caratterizzato
            da macchia a prevalenza di rosmarino (Rosmarinus officinalis L.), accompa-
            gnato da scopa (Erica arborea L.), mirto (Mirthus communis L.), lentisco
            (Pistacia lentiscus L.), cisti (Cistus sp.), filliree (Phillirea sp.). Più raramente
            sono riscontrabili anche corbezzolo (Arbutus unedo L.), ginepro (Juniperus
            phoenicea L.), orniello (Fraxinus ornus L.), alaterno (Rhamnus alaternus L.). È
            interessante la presenza di sommacco (Rhus coriaria L.) che secondo Moggi
            potrebbe essere stato introdotto sull’isola alla fine dell’800 per ricavarne
            tannino per la concia delle pelli, inselvatichendosi nel tempo.
               Una citazione particolare meritano: due soli esemplari di sughera
            (Quercus suber L.), la presenza di farnia (Quercus robur L.) e di castagno
            (Castanea sativa Miller).
               Un rilevante interesse scientifico ha la vegetazione igrofila delle poche
            zone umide con capelvenere (Adiantum capillus - veneris L.), Nasturtium offi-
            cinale L., Juncus acutus L., Setaria verticillata L. ed altre specie.
               Tra le specie solo recentemente riscontrate sull’isola di Gorgona una in
            particolare, Medicago arborea L., merita una citazione.
               Su Gorgona sono individuabili alcuni rimboschimenti con pino
            d’Aleppo (Pinus halepensis Miller) e in misura minore pino marittimo (Pinus
            pinaster Aiton).
               È presumibile che l’isola di Capraia, millenni orsono, si presentasse
            agli uomini neolitici «ammantata da cupe e impenetrabili foreste di leccio
            (Quercus ilex L.)» (Barsotti e Lambertini, 1997).
               Uomini e animali, in particolare le capre che in fondo hanno dato il
            nome all’isola, hanno nel tempo esercitato un ruolo importante nel senso
            di un profondo mutamento del paesaggio vegetale, che oggi invero pre-
            senta soltanto qualche sporadico esempio dell’antica originaria foresta di
            leccio.                                                                        .1
               Capraia per lungo tempo è stata utilizzata come colonia penale agrico-      oI-n
            la e l’assoggettamento di vasti territori all’utilizzazione agricola ha contri-  n
                                                                                           n
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