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Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: tra il verde e l’azzurro


               Notizie circa esplorazioni botaniche sull’Elba si hanno a partire dal
            XVI secolo. Andrea Cisalpino nell’opera De Plantis libri XVI pubblicata a
            Firenze nell’anno 1583 cita specie vegetali dell’Elba. Informazioni più
            approfondite circa le esplorazioni botaniche si trovano in uno studio di T.
            Fossi Innamorati sulla flora vascolare dell’isola d’Elba in Webbia (Fossi
            Innamorati, 1983), che ha portato ad un censimento di 1.060 specie sicu-
            ramente presenti, che con le Plantae cultae salgono a 1.096. Secondo Gori
            (Gori, 1993) le entità ammonterebbero a 1.427 unità.
               Percorrere i diversi ambienti della maggiore tra le isole dell’Arcipelago
            Toscano significa riscontrare specie mesofite di origine boreale che man-
            cano quasi completamente nelle altre isole dell’Arcipelago Toscano quali
            carpino nero (Ostrya carpinifolia Scoop.) e una serie di specie erbacee quali
            Melica uniflora Retz., Scilla bifolia L., Anemone apennina L., Lathyrus latifolius
            L., Circaea lutetiana L., Erophila verna L., Mycelis muralis L., Epilobium angusti-
            folium L., Blechnum spicant (L.) Roth.
               Sulle pendici del M. Capanne (1.019 m.) una presenza straordinaria è
            quella del tasso (Taxus baccata L.) ma è riscontrabile anche l’agrifoglio (Ilex
            aquifolium L.). Insieme a queste specie alpine e appenniniche, troviamo
            lungo i fossi veri e propri alneti, formazioni di ontano nero (Alnus glutino-
            sa Gaertner) che giungono a valle fino ai canneti (Arundo donax L.). È sin-
            golare trovare fioriture, pur rare, di giglio di S. Giovanni (Lilium bulbiferum
            croceum L.) ed epilobio (Epilobium angustifolium L.). Il castagno (Castanea sati-
            va Mill.) ha una diffusione notevole nel settore più fresco del versante
            occidentale con esemplari a volte ultrasecolari e di dimensioni ecceziona-
            li. Fra i castagni là dove una piccola sorgente mantiene perennemente
            umido il terreno o lungo qualche fosso, è presente, tra le varie felci
            (Osmunda regalis L.) altrove ormai assai rara e quindi specie di grande
            importanza (Landi, 1989).
               Le garighe costituite in particolare da rosmarino (Rosmarinus officinalis
            L.), cisti (Cistus monspeliensis L., C. incanus L., C. salvifolius L.), elicriso
            (Helicrysum italicum Roth.), lavanda (Lavandula stoechas L.), inula (Inula visco-
            sa L. Ait.), caratterizzano gli ambienti più assolati e aridi dell’isola.
               Molti degli ambienti elbani sono ancora oggi dominati dalla macchia
            mediterranea. La macchia mediterranea è una formazione straordinaria in
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            tutte le stagioni dell’anno e in ogni spazio di tempo.
               È il più fiorito dei boschi e senz’altro il più profumato. In pieno inver-
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