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I REQUISITI DI MORALITÀ E ORDINE PUBBLICO PER LA PARTECIPAZIONE
ALLE GARE D’APPALTO
diversamente, il c.g.a.r.s., muovendo dalla qualificazione dell’interdittiva
antimafia come “misura di prevenzione sui generis” suscettibile di produrre effet-
ti pregiudizievoli anche nei confronti di soggetti incolpevoli, ritiene che i pre-
supposti per la sua irrogazione vadano verificati con particolare rigore, al fine
di scongiurare possibili censure di incostituzionalità o - peggio - di incompati-
bilità comunitaria della relativa disciplina. ne discende che, affinché possa dirsi
accertato un tentativo di infiltrazione mafiosa, occorre:
a. che siano individuati e descritti atti idonei, diretti in modo non equivo-
co, a conseguire lo scopo di condizionare le decisioni dell’impresa;
b. che sia individuato almeno un autore o un mandante del tentativo di
infiltrazione;
c. che tale soggetto sia qualificabile come “mafioso in senso tecnico” (si
tratti, cioè: di soggetto attinto da provvedimenti giudiziari penali per mafia o
per altri “reati-spia”, espressivi di contiguità all’ambiente mafioso, ovvero di
soggetto con questi convivente, in ragione di una deliberata scelta di “contigui-
tà”, che ne contraddistingua la condotta di vita) .
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al di là della differente impostazione di fondo, nell’esame della casistica
applicativa è possibile cogliere delle linee abbastanza univoche in ordine alla
consistenza degli elementi indiziari che possono fondare la misura interdittiva
de qua: ad esempio, è pacifico che i rapporti di parentela, coniugio o affinità con
soggetti malavitosi non sono da soli sufficienti a suffragare l’ipotesi della sussi-
stenza di tentativi di infiltrazione mafiosa, dovendo accompagnarsi ad ulteriori
elementi che inducano a sospettare che il vincolo familiare assuma particolare
significatività sotto il profilo della contiguità, ed assicuri copertura ad operazioni
commerciali di carattere fiduciario, volte a favorire il reinvestimento o l’occulta-
mento di risorse provenienti da attività illecite ; che del pari insufficiente è la
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e) i contatti o i rapporti di frequentazione, conoscenza, colleganza, amicizia;
f) le vicende anomale nella formale struttura dell’impresa;
g) le vicende anomale nella concreta gestione dell’impresa;
h) la condivisione di un sistema di illegalità, volto ad ottenere i relativi “benefici”;
i) l’inserimento in un contesto di illegalità o di abusivismo, in assenza di iniziative volte al
ripristino della legalità (cfr. cons. stato, sez. III, 3 maggio 2016, n. 1743).
(43) - cfr. c.g.a.r.s., 3 agosto 2016, n. 257.
(44) - cfr. t.a.r. napoli, sez. I, 1 agosto 2007, n. 7188.
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