Page 34 - copertina 3_4_2014.qxt
P. 34

RAFFAELE GRECO



                    quanto alla seconda tipologia, si fa riferimento a ciò che può emergere
               dagli accertamenti disposti dal prefetto anche avvalendosi dei poteri di accesso
               e di accertamento delegati dal ministro dell’interno ai sensi del d.l. 6 settembre
               1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla l. 12 ottobre 1982, n. 726,
               ovvero di quelli di cui all’art. 93 del codice antimafia, nonché dagli accertamenti
               da effettuarsi in altra provincia a cura dei prefetti competenti su richiesta del
               prefetto procedente ai sensi della norma suindicata.
                    ancor più evanescente e di delicata applicazione è la terza ipotesi, laddo-
               ve il legislatore fa riferimento a “sostituzioni negli organi sociali, nella rappre-
               sentanza legale della società nonché nella titolarità delle imprese individuali
               ovvero delle quote societarie, effettuate da chiunque conviva stabilmente con
               i  soggetti  destinatari  dei  provvedimenti”  giudiziali  sopra  richiamati  sub  a),
               “con modalità che, per i tempi in cui vengono realizzati, il valore economico
               delle transazioni, il reddito dei soggetti coinvolti nonché le qualità professio-
               nali dei subentranti, denotino l’intento di eludere la normativa sulla documen-
               tazione antimafia”.
                    pertanto, è possibile evincere il tentativo di infiltrazione mafiosa anche da
               vicende societarie (fusioni, scissioni, incorporazioni, cessioni d’azienda) che, per
               le specifiche tempistiche e modalità con cui sono attuate e per il profilo dei sog-
               getti coinvolti, possano denotare l’intento di eludere la legislazione antimafia.
                    le  vicende  fin  qui  esaminate,  peraltro,  non  esauriscono  l’ambito  delle
               situazioni dalle quali il prefetto può desumere la sussistenza di tentativi di infil-
               trazione mafiosa: infatti, l’art. 91, comma 6, del d.lgs. n. 159/2011 consente di
               tener conto anche di “provvedimenti di condanna anche non definitiva per reati
               strumentali all’attività delle organizzazioni criminali unitamente a concreti ele-
               menti da cui risulti che l’attività d’impresa possa, anche in modo indiretto, age-
               volare le attività criminose o esserne in qualche modo condizionata”, nonché
               dell’accertamento “delle violazioni degli obblighi di tracciabilità dei flussi finan-
               ziari di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, commesse con la
               condizione della reiterazione prevista dall’articolo 8-bis della legge 24 novem-
               bre 1981, n. 689”.
                    Inoltre, nella prassi applicativa è rimasta diffusa la figura della c.d. infor-
               mazione antimafia “atipica” (o supplementare), disciplinata dall’art. 1-septies

               30
   29   30   31   32   33   34   35   36   37   38   39