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PANORAMA INTERNAZIONALE
In particolare, il decorso 11 settembre i Ministri della Difesa di Francia e
Germania hanno presentato all’Alto Rappresentante una dichiarazione con-
giunta per contribuire all’attuazione della Global Strategy on Foreign and Security
Policy dell’Ue, Eugs, nel campo della difesa.
Tra i punti principali del documento figurano l’attivazione del meccani-
smo di cooperazione rafforzata e permanente, Pesco; la creazione, nel medio
termine, di un Quartier Generale europeo civile e militare per la pianificazione
e la condotta di operazioni nel quadro della Politica di sicurezza e difesa comu-
ne, Psdc, il rilancio dei cosiddetti Battlegroups europei e la revisione del mecca-
nismo Athena per il finanziamento delle operazioni militari. Successivamente, il
26 settembre, in occasione della riunione informale dei responsabili di difesa a
Bratislava, il Ministro della Difesa italiano, senatrice Roberta Pinotti, ha presen-
tato un documento che illustra il piano italiano per una difesa comune europea,
articolato su due livelli di azione. In estrema sintesi, da un lato, si punterebbe
alla realizzazione di un’Ue per la difesa europea sul modello di Schengen e,
dall’altro, si prevederebbe di sfruttare il potenziale inespresso di alcuni strumen-
ti offerti dai trattati vigenti, tra cui l’articolo 44 relativo alle missioni effettuate
da un gruppo di stati per conto dell’Ue e l’articolo 46 per l’attivazione del citato
Pesco.
In tale quadro si innestano le decisioni, seppure non rivoluzionarie, assun-
te dal Consiglio Affari Esteri del 14 novembre, che hanno tuttavia evidenziato
un grado elevato di consenso su scelte che sembrerebbero dirette alla concreta
attuazione della citata Global Strategy on Foreign and Security Policy dell’Ue, presen-
tata lo scorso giugno dall’Alto Rappresentante. Decisioni che, secondo quanto
riferito dai media internazionali, riprenderebbero quattro elementi particolar-
mente rilevanti.
Il primo elemento è l’articolazione del livello di ambizione politico-milita-
re Ue, sulla base dei tre obiettivi posti dalla Eugs: fronteggiare crisi esterne, assi-
stere i Paesi partner nello sviluppare le loro capacità di sicurezza e difesa, pro-
teggere l’Ue.
Riguardo al primo obiettivo, il documento specifica una lista, al momento
provvisoria, di tipologie di interventi militari e civili, tra cui:
- operazioni in situazioni ad alto rischio nelle regioni circostanti l’Ue;
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