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LA COSTRUZIONE DI UNA ARCHITETTURA DI SICUREZZA REGIONALE NEL MEDITERRANEO
5. Il progetto di una «difesa Comune europea»
Recentemente numerosi analisti internazionali hanno posto all’attenzione
generale alcune tra le principali iniziative emerse nell’ultimo periodo sul tema
della «difesa europea». Tra queste assumono rilevanza sia la proposta franco-
tedesca, presentata il decorso 11 settembre, che la posizione italiana formaliz-
zata a Bratislava il 26 e il 27 settembre successivo.
joint, interagency and multinational context. Additionally, in the era of globalization, the safe-
guard of Maritime Security and, consequently, of our vital national interests ncreasingly require
the ability to intervene, along with our European and Atlantic Allies, at a considerable distance
from the Motherland, often without the support of third parties’ bases and airports”.
(2) - Con sicurezza multidimensionale si intende la sua estensione da una dimensione esclusivamente
militare ad ambiti molteplici e diversificati. La sicurezza non è più intesa nella sua connotazione
classica di incolumità fisica, con un chiaro riferimento essenzialmente “protettivo” incardinato
sulla sovranità statuale, ma come nozione inclusiva di sfide apparentemente eterogenee quali: ter-
rorismo, criminalità organizzata, pirateria informatica, instabilità economica, cambiamento cli-
matico, movimenti di popolazione, pandemie, contrasti religiosi ed identitari. Questi fattori
destabilizzanti appaiono tra loro fortemente integrati ed interdipendenti. collegamenti tra cam-
biamenti climatici, spostamenti di popoli, terrorismo e criminalità organizzata ci appaiono oggi
evidenti, eppure tali questioni sono state per lungo tempo trattate separatamente. Altrettanto
palese e scontato è il legame tra crisi economiche e recrudescenza di fenomeni quali la criminalità
organizzata, la tratta degli esseri umani, il terrorismo. È stato stimato, ad esempio, che con la
recente crisi economica e finanziaria la percentuale di economia “criminale, illegale e terroristica”
sia passata dal cinque all’otto per cento del totale mondiale. La concatenazione dei fenomeni che
possono diventare altrettanti elementi di preoccupazione per la sicurezza impone pertanto agli
Stati di adottare politiche più attente all’impatto su vasta scala delle scelte operate in vari settori.
(3) - Con sicurezza globale si intende la sua estensione spaziale, in quanto tali minacce travalicano i
confini del singolo stato, o riguardano specifici territori nella dimensione trans-nazionale, ren-
dendo inevitabile, per potervi fare fronte, un’azione coordinata a livello internazionale e un
approccio multi-fattoriale. In questo senso, ci troviamo di fronte ad una globalizzazione dei
rischi locali o ad una localizzazione dei rischi globali. Ad esempio, i cambiamenti climatici sono
innescati da intense attività localizzate, ma hanno ripercussioni planetarie. Al contrario, vi sono
attività economiche globali (a-territoriali) come le speculazioni finanziarie, che hanno profonde
ripercussioni locali. Di conseguenza, possiamo affermare che il sistema post-bipolare è stato
caratterizzato da un progressivo superamento della tradizionale distinzione tra soft security e hard
security, “tra ciò che costituisce la sicurezza interna allo Stato, considerata una prerogativa esclu-
siva dello Stato-nazione, e la dimensione internazionale della sicurezza, in passato garantita
attraverso le alleanze militari”. Semplificando all’eccesso, è possibile pertanto sostenete che la
politica internazionale, con particolare riferimento proprio alle tematiche di sicurezza, si sia tra-
sformata in una sorta di “politica interna mondiale”. Con sicurezza umana, infine, si fa riferi-
mento alla forte componente sociale ed individuale nelle problematiche della sicurezza.
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