Page 114 - Rassegna 4-2016
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PANORAMA INTERNAZIONALE

      Tale politica infine è compatibile con le esistenti lealtà e alleanze, in quan-
to ricaverebbe i suoi aspetti pratici da sviluppi già esistenti e da decisioni poli-
tiche assunte ai più alti livelli.

      Essa permetterebbe inoltre non soltanto di conservare le esistenti relazio-
ni privilegiate, ma promettebbe di rivitalizzarle. Non metterebbe a repentaglio
specifici interessi di sicurezza, ma incrementerebbe la cooperazione ove possi-
bile e auspicabile. È realizzabile in quanto non trascurerebbe significative pre-
occupazioni di sicurezza, rapportandole ai previsti vantaggi concreti, e offrireb-
be una struttura agile ed essenziale per uno sforzo congiunto di fronte alle sfide
comuni vecchie e nuove: satelliti, OSINT, contrasto al terrorismo, intelligence
economica, guerra delle informazioni, guerra informatica, addestramento con-
giunto e pooling di analisti, valutazione globale delle fonti. Queste, insieme ai
nuovi pericoli per la sicurezza, stanno rappresentando potenziali aree di coope-
razione nell’ambito di una intelligence policy europea flessibile, informale, ma chia-
ramente concepita.

8. Il passare dal “need to know” al “need to share”

      In detto contesto globale, analisti internazionali affermano che appare
doveroso pensare concretamente a una nuova medodologia info-operativa per
realizzare con il concorso di paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo,
una diversa e reale collaborazione nel comparto intelligence. Siamo tutti perfetta-
mente consapevoli che la cosiddetta cornice della “EU intelligence community”
rimane ancora una entità informale atteso che la “national security” continua a
rappresentare una competenza esclusiva degli stati membri della EU. L’Eu
Intcen oggi è l’unica struttura in cui convivono ed operano congiuntamente
rappresentanti di gran parte delle “EU Intelligence and Security Services”. L’Eu
Intcen, con tutti i suoi limiti, difficoltà e peculiarità, dovrebbe mirare a divenire
un punto di riferimento per i vertici della Unione e contestualmente porsi psi-
cologicamente il compito, arduo, di diffondere in quel contesto l’importanza
della “intelligence culture”. Tuttavia ora, anche a causa di una crisi economica
e finanziaria grave che sta pervadendo ampi strati delle società, potrebbe essere

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