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LA COSTRUZIONE DI UNA ARCHITETTURA DI SICUREZZA REGIONALE NEL MEDITERRANEO
giunto il momento di cogliere in positivo questa difficoltà, trasformandola in
opportunità, per realizzare concretamente una struttura comune, agile, efficace
e necessaria sia alla corretta comprensione delle complesse mutazioni sociali e
politiche in atto, e sia per tentare di intercettare sotto il profilo info-operativo,
culturale e psicologico i fenomeni, in parte assolutamente nuovi, che attanaglia-
no il nostro e comune “grande lago”. In altri termini, ora potrebbe essere giun-
to il momento per passare dal “need to know al need to share”. La creazione di un
“centro mediterraneo d’intelligence e di sicurezza”, composto da paesi europei
del Mediterraneo, potrebbe determinare una svolta strategica. Appare pertanto
opportuno e urgente cogliere questo momento storico per unire le capacità e
condividere conoscenze e informazioni tra chi, sostanzialmente, possiede la
stessa visione etica.
Questa nuova struttura dovrebbe porsi come obiettivo di medio termine
anche quello assolutamente determinante di avviare un reale scambio di dati e
informazioni con i paesi del sud mediterraneo e dovrebbe essere caratterizzata
da un reale spirito di autonomia, secondo la predetta etica condivisa. Questo
aspetto potrebbe risultare estremamente efficace nella certa volontà comune di
individuare una costruttiva comunione di interessi con gli Stati Uniti d’America
che, per ragioni geostrategiche, guardano a questa area sensibile attraverso una
diversa angolazione.
9. Conclusioni
In estrema sintesi, la creazione di “un centro mediterraneo d’intelligence e
di sicurezza” sarebbe in grado di offrire a tutti i governi interessati una intelli-
gence migliore e più diversificata possibile. Questa nuova strategia appare pie-
namente compatibile con le esistenti lealtà ed alleanze, in quanto ricaverebbe i
suoi aspetti pratici da sviluppi già esistenti e da decisioni politiche assunte ai più
alti livelli. Essa permetterebbe, inoltre, non soltanto di conservare le esistenti
relazioni privilegiate, ma promettebbe di rivitalizzarle.
Non metterebbe a repentaglio specifici interessi di sicurezza, ma incre-
menterebbe la cooperazione ove possibile e auspicabile.
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