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LA COSTRUZIONE DI UNA ARCHITETTURA DI SICUREZZA REGIONALE NEL MEDITERRANEO

quelle fratture religiose, culturali ed economiche che spesso appaiono come
reali macigni e che impediscono il dialogo, consentendo di fatto monologhi,
spesso sterili, e privi di un reale valore aggiunto.

      Tale azione strategica, dovrebbe, infine, porsi come obiettivo quello di
recuperare in quei paesi, l’immagine dell’Europa, per evitare che quelle fratture
indicate si ingrandiscano sino a diventare dei gap incolmabili dai quali possano
scaturire crisi incontrollabili ed estremamente pericolose per la stessa sicurezza
dei territori meridionali dell’Unione Europea.

7. Il grande dibattito sullo sviluppo della “intelligence europea”

      Nel 1998 Alessandro Politi affermava che la creazione di una intelligence
policy europea era necessaria, compatibile con altre politiche e realizzabile. Era
necessaria, egli affermava, perché, da un punto di vista professionale, nessun
organismo informativo europeo era in grado da solo di far fronte alla valanga
globale di dati e di gestire le implicazioni dell’OSINT e dell’intelligence economi-
ca, tutto un elenco inesauribile di esigenze di raccolta informativa. I bilanci delle
Agenzie erano e sono in via di progressiva contrazione: a livello nazionale gli
stanziamenti finanziari per l’intelligence sono del tutto insufficienti per lo svilup-
po di nuovi programmi ad alta tecnologia per la raccolta informativa, di una
significativa capacità di valutazione delle fonti, interna o esterna ai servizi d’in-
telligence e, in alcuni casi, anche soltanto per conservare le abilità specialistiche
già acquisite. Infine era necessaria, sempre secondo Politi, perché rappresentava
una nuova visione di una politica sensata in qualunque scenario immaginato per
gli sviluppi dell’integrazione europea. Una intelligence policy europea, cercherebbe
di offrire a tutti i governi interessati l’intelligence migliore e più diversificata
possibile. I detentori del potere decisionale potrebbero pertanto “scegliere da
soli” la forma migliore per sviluppare gli interessi nazionali nell’ambito di un
diverso quadro politico, in quanto il flusso informativo che giungerebbe loro da
una più ampia sinergia a livello europeo sarebbe di qualità superiore e sarebbe
più obiettivo rispetto a quanto avrebbero potuto ottenere tramite le limitate
risorse di bilancio a loro disposizione.

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