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LE ITALIE NELL’ITALIA LIBERATA E RIUNIFICATA
Stato nazionale in una nuova organizzazione federale europea era sostenuta anche
da un liberale come Luigi Einaudi, piemontese di forte tradizione risorgimentale, e
tuttavia convinto che solo abbattendo lo Stato centralizzatore, una funesta aberra-
zione, sarebbe stato possibile restituire nuova vitalità all’unità nazionale, che era
morta di fatto nell’animo degli italiani a causa della coatta innaturale uniformità di
tipo napoleonico, mentre sarebbe stata rafforzata da una libera consapevole diver-
sità delle vicinanze, dei comuni, dei distretti, delle regioni, perché solo in questa
diversità potremo ricostruire l’unità che ci è tanto cara .
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La condanna dello Stato nazionale ebbe le manifestazioni più veementi nel
Fronte dell’Uomo Qualunque, un movimento fondato a Roma nel 1944 dal com-
mediografo Guglielmo Giannini, e divenuto popolare, dopo la fine della guerra,
attraverso il suo giornale Uomo Qualunque. Giannini, che aveva perso in guerra un
figlio di ventuno anni, inveiva contro lo Stato, la nazione, la patria, considerandoli
miti falsi destinati comunque a generare un nazionalismo bellicoso, che costringeva
il popolo, la ‘folla’ della gente comune, a sacrificare la vita per le ambizioni dei
‘capi’. Giannini condannava tutta la classe politica dello Stato italiano, che per le
sue ambizioni di potenza, che avevano portato gli italiani a combattere in due guer-
re mondiali; e dalle sue invettive, escludeva neppure i Comitati nazionali di libera-
zione e i partiti antifascisti dal 1914-scrisse il 18 luglio 1945-questa classe politica
ha violentato ed ingannato il popolo italiano, costringendolo a massacrarsi in due
guerre mondiali assurde e inutili, straziandolo con due rivoluzioni, di cui la prima
durò tre anni (1919-1922), la seconda ventuno (1922-1943), durante i quali l’Italia
combatte e gli italiani si impoveriscono e si macellano perché una minoranza infi-
ma aveva compiuto esperimenti di socialismo, combattentismo, di nazionalismo,
di fascismo, e si accingeva ora ad ultimo esperimento che non si sa ancora se è quello
del ‘Cedeteci La Nazione’ (CLN), del socialismo progressivo, del comun fascismo,
del panslavismo o di altra demenza . La nuova Italia immaginata dall’Uomo
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Qualunque doveva essere governata da uno Stato amministratore unicamente
impegnato a garantire sicurezza e benessere alla popolazione, ripudiando i miti della
nazione e della patria, in una nuova organizzazione continentale degli Stati Uniti
d’Europa. Nella nuova Italia qualunquista sarebbe stato bandito anche il mito della
patria, che era fra i miti il più affascinante e sonoro, col suo corteo di altisonanti
nomi di gloria, onore, eroismo, dignità, giustizia, indipendenza: in realtà, non c’era
niente di più falso e, se qualcosa è mortale sulla terra, l’idea della patria è la più mor-
tale di tutte .
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25 Luigi Einaudi, La sovranità è indivisibile? , in Risorgimento Liberale, 22 giugno 1945.
26 Non solamente anticomunisti, in Uomo Qualunque, 18 luglio 1945.
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