Page 109 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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tra riPriStino della leGalità e SerVizio d’iStituto
la fornace laterizi Melandri e gattelli è un luogo di incidenti come nel caso di
Fausto b. (n. 92), Carlo C. (nn. 137 e 145), Antonio D. (nn. 148 e 149), iolanda b.
(n. 170), emilio R. (n. 175). lo scarico di mattoni causò l’infortunio di elio S. (n.
117) e il successivo di R. F. (n. 150).
il 24 novembre, in fabbrica, paolo S. fu investito da una carretta condotta da
una operaia (206). giudo p. invece ebbe un infortunio presso la Cantina Melandri
il 27 ottobre (n. 177). un infortunio sul lavoro capitò anche a luigi T. mentre si
trovava sull’argine del fiume lamone, “per conto del genio Civile” (n. 187).
non vi sono elementi per classificare la lesione subìta da Mario C. per la cadu-
ta di un paletto mentre lo trasportava (n. 146).
10. Gli incidenti con esplosivi, artifizi esplodenti e parti di essi
Tra le conseguenze della guerra, si devono segnalare sia gli incidenti subìti da
parte di esperti militari nell’opera di sminamento, sia i danni collaterali, cioè i rischi
per la popolazione in relazione alla presenza diffusa di ordigni esplosivi. la prima
vittima di un lavoro ad altissimo rischio fu Terzo v., “minatore specializzato per
conto del governo Alleato”, che il 17 aprile subì la perdita parziale della gamba sini-
stra per l’esplosione di una mina nel corso delle attività di sminamento (n. 56).
Successivamente, i militari del Regio esercito addetti alle operazioni di smina-
mento pagarono un alto tributo in termini di vite umane e di lesioni permanenti. il
rapporto numero 173 datato 24 ottobre 1945, purtroppo assente nella raccolta,
segnala il decesso dei genieri D’Alessandro e D’Andrea. l’esplosione di mine
durante le operazioni degli specialisti si verificarono nei pressi del cimitero di Russi
il 14 novembre, coinvolgendo tre soldati della 563 Compagnia rastrellatori mine,
a
enrico Melis, Andrea barotti e Cosimo Quattroni (rapporto n. 191), e il 16 succes-
sivo, con il ferimento del “geniere sminatore biagio paolo” (n. 195).
i campi contenevano ancora ordigni inesplosi sempre ad altissimo rischio.
pagò con la vita ercole b. p. deceduto il 18 giugno mentre stava mietendo “del
grano in un campo minato” (nn. 79-80); sempre per caso capitò a giulio R. (n.
139), per il quale però si parla di “infortunio sul lavoro nei campi” a causa del-
l’esplosione di una spoletta di granata “occultata nel terreno”, mentre per luciano
M. si stabilirono trenta giorni di prognosi a causa dell’esplosione accidentale di una
mina lavorando “con i buoi un campo” (n. 154). Si registrò un infortunio per
incauto maneggio di materiale esplosivo come nel caso di Armando D. (n. 141) seb-
bene con limitate conseguenze.
Ancora un comportamento incauto con gli esplosivi comportò ad Armando
D. una prognosi di venti giorni, mentre eseguiva alcuni lavori lungo l’argine del
fiume lamone (n. 141).
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