Page 113 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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tra riPriStino della leGalità e SerVizio d’iStituto




               14. Qualche considerazione conclusiva
                    in conclusione  e senza  nessun tema di completezza sembra comunque
               necessario condividere alcune brevi considerazioni. la situazione  generale del
               paese era sicuramente complessa con un movimento autonomista in Sicilia che
               era passato alla lotta armata contro i poteri legittimi dello Stato e la circolazione
               delle armi era un problema urgente, unito alla disinvoltura con la quale si maneg-
               giavano, creando anche allarme sociale. Sicuramente si può considerare il bisogno
               di un ritorno, sia pure lento, alla normalità, superando le evidenti condizioni di
               indigenza della popolazione al termine della guerra.
                    Molti furti si possono considerare strettamente correlati a bisogni primari,
               anche se la maggior parte riguarda il mezzo per eccellenza del periodo: la biciclet-
               ta. Dunque i Carabinieri, insieme ad altre forze dell’ordine civili e militari (guar-
               die municipali, polizia partigiana, polizia militare canadese o polacca), cercarono
               di contrastare la diffusa criminalità comune.
                    Sul totale dei rapporti stilati dai Carabinieri Reali di Russi si  evidenzia
               un’elevata incidenza di furti, che spaziano da beni di prima necessità e bestiame a
               biciclette  e  oggetti di  valore, sintomo di  una crisi  economica tangibile.
               parallelamente, emerge il ruolo ambivalente delle forze Alleate: da un lato fonte
               di lavoro per la popolazione locale impegnata nella ricostruzione, dall’altro causa
               di incidenti, inclusi investimenti stradali e infortuni sul lavoro.
                    una serie di eventi e di violenze personali, compreso un omicidio, a seguito
               di diverbi, spesso di poca importanza, riflette le difficoltà alla transizione di una
               comunità non troppo grande dove i confini erano stati ulteriormente compressi
               con la guerra, dando vita a tensioni tra coinquilini, abitanti nello stesso edificio o
               nelle relazioni di vita quotidiana.
                    Ciò rappresentava  una  evidente difficoltà di quei mesi del tentativo di
               riportare il dialogo tra individui su di un piano civile, anziché ricorrere all’uso
               della violenza fisica, soprattutto dopo il lungo periodo di presenza nazi-fascista
               dove il ricorso alle armi, alle mani, ai lutti faceva parte delle modalità ordinarie dei
               diversi corpi armati sia tedeschi sia repubblichini.
                    la minaccia più letale e silenziosa fu sicuramente rappresentata dai residuati
               bellici; mine, bombe a mano e altri ordigni inesplosi o manipolati, più o meno
               inconsapevolmente, senza attenzioni causarono morti e feriti gravi, in particolare
               tra civili e bambini.infine, i documenti testimoniano alcuni episodi legati alle
               tensioni politiche esplose alla liberazione del paese con atti di violenza politica
               nella scia di quella guerra civile avviata venti anni prima e proseguita nei mesi di
               vita della RSi.


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