Page 112 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CARAbinieRi Del 1945 - l’italia liberata




                  Sebbene non si sia trattato di alcun crimine, va segnalato che due cittadini mori-
             rono per annegamento allorquando furono costretti dai tedeschi a eseguire lavori di
             preparazione di alcune linee difensive (nn. 167 e 185).
                  la raccolta riporta anche alcuni  omicidi  o sequestri di  persona dal chiaro
             “sapore politico”. in questo caso si può fare riferimento al rapporto n. 57 relativo al
             prelevamento e pestaggio con la conseguente morte di Duilio M., già appartenente
             alla guardia nazionale Repubblicana, prelevato dall’abitazione della figlia a godo,
             accaduto nella notte tra il 4 e il 5 maggio ad opera di cinque uomini. il rapporto n.
             62 (erroneamente indicato tale nell’elenco) che ricostruisce l’omicidio di ugo F., già
             iscritto al partito fascista repubblicano, ucciso con tre colpi di revolver la notte del 12
             maggio da due uomini; Allo stesso filone si può iscrivere il sequestro di persona di
             goffredo F., definito “fascista”, avvenuto il 31 maggio da parte di quattro persone,
             di cui due indossavano un bracciale della Civil Police, allontanatisi tutti a bordo di
             un’autovettura targata polizia (rapporti nn. 96 e 106). probabilmente si può pensare
             lo stesso del tentato prelevamento di persona di vitagliano g. (di cui però non è per-
             venuta documentazione) segnalato il 10 maggio (n. 58).
                  infine i Carabinieri identificavano come “atto terroristico”, di matrice politica,
             il lancio di una bomba a mano contro la famiglia Alfredo M. il 26 aprile 1945 (rap-
             porto n. 59), di due bombe a mano contro l’abitazione di giovanni S., commerciante
             possidente (n. 64), l’esplosione di colpi di arma automatica contro l’abitazione del
             curato di godo, Don bruno Foschi, presenti anche alcuni suoi familiari il 5 luglio
             (nn. 95 e 133), e ancora il lancio di due bombe a mano “a scopo intimidatorio” contro
             lo stabile di Alessandro b. e virginio z. il 26 dicembre 1945 (n. 213). Sembrerebbe
             trattarsi più di atto criminale che di ritorsione politica il tentativo di rapina (come clas-
             sificato dai Carabinieri di Russi) a danno dell’ex fascista giuseppe g. (n. 65).
                  Su di un piano di diritto e di tutela dell’immagine pubblica e privata si colloca
             invece la denuncia di pierino g. “capo dei partigiani” a carico di g. Filippo per dif-
             famazione poiché qualificato come spia fascista durante l’inverno 1943-1944 (n. 3
             del 5 gennaio).
                  i Carabinieri Reali, quale forza dell’ordine, furono deputati anche a raccoglie-
             re le dichiarazioni di ex appartenenti alle forze armate della repubblica sociale italia-
             na, o che comunque avevano avuto a che fare con essi, come nel caso dell’interro-
             gatorio di umberto g. sulla presenza di tre individui nella sua abitazione durante
             l’occupazione tedesca (n. 43). Cesare M., medico chirurgo già sanitario della milizia
             e della gnR fu interrogato l’11 maggio (n. 54), mentre il membro della gnR
             Corrado g. fu chiamato a riferire del suo ingresso nelle forze armate repubblichine
             e quindi del suo internamento nel campo di concentramento di innsbruck (n. 55).


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