Page 114 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CARAbinieRi Del 1945 - l’italia liberata




                  Tra questi, oltre a prelevamenti coatti e omicidi di esponenti del fascismo più
             becero, si devono segnalare anche alcuni atti intimidatori, che sembrano illustrare alcu-
             ne fratture lasciate dal conflitto e presenti nella società nei primissimi mesi di libertà .
                                                                                       15
                  una nota riguarda i cittadini di Russi. l’alto numero di infortuni sul lavoro,
             sia a favore degli alleati, sia per imprese o committenti evidenzia anche un aspetto
             di carattere generale legato alla ripresa delle attività economiche. Quegli uomini e
             donne si attivarono rapidamente, prendendo parte alla vita economica e sociale
             della zona.
                  i dati mostrano che non si sottrassero al lavoro, bensì si misero al servizio retri-
             buito degli alleati o del genio civile, per garantire il ripristino delle comunicazioni e
             il ritorno ad una normalità che la guerra aveva allontanato. in questo senso, i docu-
             menti dell’Arma  permettono di cogliere  uno spirito  più  intimo,  il desiderio di
             lasciarsi dietro le spalle la guerra e ritornare alla vita civile. Anche gli episodi di vio-
             lenza politica sono piuttosto circoscritti e trovano il picco appena terminata la guer-
             ra tra maggio e luglio 1945. Dunque un quadro abbastanza chiaro che evidenzia
             come la guerra avesse continuato a mietere vittime per ragioni diverse ma come, allo
             stesso tempo, almeno la comunità di Russi volesse ritornare alla pace, dopo che il
             fronte si era spostato lungo il fiume Senio in attesa di vedere terminata la Seconda
             guerra Mondiale.
                  Ancora due  parole sulla documentazione  prodotta dai Carabinieri. Dalla
             ricerca condotta sui fascicoli consultati, si può affermare che non emerge ciò che
             resta invisibile. la ricezione delle denunce e l’attività di polizia giudiziaria è presente
             nelle carte secondo  le disposizioni  normative dell’epoca. non sembra  possibile
             evincere dalla documentazione l’atteggiamento dei Carabinieri. Tutt’al più si può
             intravedere una certa consolidata esperienza professionale che il comandante di
             Stazione riveste, maresciallo maggiore vittorio nava, contro qualche apparente
             incertezza del vicebrigadiere Antonio Castaldo che, di tanto in tanto, lo sostituisce.
                  un’ultima osservazione sia consentita sulla documentazione sottoposta a tute-
             la. il caso di studio della sola Stazione Carabinieri di Russi mette in luce chiaramente
             il potenziale che le carte delle forze dell’ordine, e quella dell’Arma dei Carabinieri in
             particolare, possono riferire sulla vita delle collettività locali, a patto che la politica di
             tutela, di  gestione  e anche di  valorizzazione del  patrimonio culturale  in capo
             dall’Arma sia condotta in modo corretto e qualificato, evitando la dispersione o,
             peggio ancora, la distruzione di carte preziose per la storia del nostro paese.



             15 Sul punto si considerino anche alcune considerazioni in guido Crainz, l’ombra della guerra. il
               1945, l’italia, Roma, Donzelli editore, 2007, p. 85 che fa riferimento a quanto il Comando generale
               dell’Arma dei Carabinieri Reali riferiva al comando alleato in materia di violenza politica.

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