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l’immissione di formazioni partigiane nelle Unità regolari dell’esercito:
significato e implicazioni politiche e operative
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nei reggimenti” . La richiesta era stata già bocciata dalla mmia all’inizio di dicem-
bre e al momento sembrava avere margini ridotti di realizzabilità, almeno nelle
dimensioni proposte dal capo di stato maggiore generale. proprio in quei giorni,
sul fronte della 5 armata, riferendosi all’arruolamento di “alcune formazioni di
a
patrioti delle Versilia”, la mmia ripeteva che “la politica non consente che i parti-
giani vengano immessi in massa nell’esercito”, ma soltanto individualmente .
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nelle settimane successive, tuttavia, il tema venne riproposto da parte italiana come
un punto programmatico fondamentale nelle richieste avanzate agli alleati. a f ne
gennaio Berardi, rivolgendosi al ministro della guerra, suggeriva che le autorità
militari italiane af rontassero il problema della immissione dei partigiani nell’eserci-
to, “di una importanza politica e militare rilevantissima”, con assoluta urgenza “per
guadagnare tempo”, in attesa del “relativo benestare” delle autorità militari alleate:
“gli argomenti stessi, dopo essere stati studiati nel dettaglio, dovrebbero sboccare
in una serie di dettagliate disposizioni, da emanarsi non appena giungerà l’autoriz-
zazione alleata di assorbire nell’esercito tutti o parte dei patrioti attualmente al
nord” . i provvedimenti da adottare, secondo Berardi, miravano a “dare il giusto
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riconoscimento morale e materiale a coloro che tanto hanno sof erto e validamente
operato per la causa nazionale ed alleata. già approvati dalla presidenza del
consiglio e “in attesa di dettagliate norme per la loro applicazione” erano “il rico-
noscimento ai Volontari della Libertà” all’atto della riorganizzazione delle forze
armate e previi i debiti accertamenti, dei gradi (f no al grado di tenente
colonnello) da essi rivestiti presso le unità combattenti dei patrioti”, “l’estensione
ai patrioti di ricompense al valore con gli stessi criteri direttivi già in atto nelle forze
armate”, l’istituzione di un “nastrino ‘volontari della libertà’ da concedersi ai
patrioti che hanno tre mesi di partecipazione ad una unità ovvero feriti”, l’estensio-
ne ai “patrioti e alle famiglie bisognose” delle stesse “provvidenze di carattere mora-
le e materiale già previste per i combattenti delle forze armate”. intanto occorreva
fare pressione per “facilitare al massimo l’assorbimento dei patrioti nell’esercito,
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per l’aliquota che verrà autorizzata dalle competenti autorità militari alleate” .
in quei giorni, però, la “questione partigiana” era tenuta sotto attento con-
trollo da parte degli alleati.
68 ibidem.
69 aussme, diari storici ii guerra mondiale, b. 2002/c, smg, uf . operazioni, 2 febbraio 1945,
prot. n. 55121, allegato n. 253, oggetto: arruolamento di alcune formazioni patrioti della Versilia,
al ministero della guerra.
70 aussme, smre, ds, smre, uf . operazioni, 27 gennaio 1945, prot. n. 861/op., oggetto:
immissione di patrioti nell’esercito, allegato n. 191, a s.e. il ministro della guerra.
71 ibidem.
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