Page 72 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i carabinieri del 1945 - la liberazione




                  coloro i quali non desideravano arruolarsi o erano considerati inidonei, pote-
             vano trovare “lavoro presso aziende agricole o imprese civili”. a questo punto, con-
             cludeva sampò, il problema della sistemazione dei partigiani che avevano “recente-
             mente passato le linee”, si poteva dire “virtualmente risolto, sempre quando gli inte-
             ressati mantengano la promessa di arruolarsi nell’esercito”. ma si trattava di prov-
             vedimenti “attuati esclusivamente sotto ‘assillo di dover risolvere situazioni locali e
             contingenti” che “oltre a non aver soddisfatto le aspettative dei partigiani” hanno
             lasciato “insoluto il problema stesso dal punto di vista generale”.
                  era prevedibile infatti che,“l’irrigidirsi della stagione invernale” e la possibile
             liberazione “dell’emilia, Liguria e forse del piemonte”, avrebbero provocato “l’af-
             f usso di centinaia e forse di migliaia di altri partigiani” e il problema sarebbe riaf  o-
             rato “in tutta la sua importanza e gravità” .
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             6. Il difficile inverno 1944-1945
                  Questo punto preoccupava particolarmente il maresciallo messe e il generale
             Berardi i quali nelle settimane successive intensif carono le loro segnalazioni alle
             autorità  politiche  italiane  fornendo  informazioni  aggiornate  sull’evolversi  della
             situazione e suggerendo interventi solleciti presso gli alleati, per evitare il peggio. il
             17 dicembre messe def niva il problema partigiano “essenzialmente condizionato
             dall’atteggiamento degli alleati verso i patrioti (anche noi forse potremmo fare
             qualcosa di più, ma non siamo certo in grado da soli di risolvere la questione)”. il
             compito spettava in primo luogo alla commissione nazionale patrioti “alle dirette
             dipendenze di s.e. il presidente del consiglio”. Quello che potevano fare le autorità
             militari, “data l’urgenza e l’importanza di una def nizione della questione, che ha un
             aspetto politico-militare”, era una segnalazione al presidente del consiglio, “per
             cercare di dare ancora una volta l’allarme in proposito” .
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                  due giorni più tardi Berardi riferiva al ministro della guerra “sul grave proble-
             ma  della  immissione  dei  partigiani  dell’esercito”  che  si  era  andato  ulteriormente
             aggravando “dopo il proclama di alexander e dopo le azioni in massa dei nazifascisti
             contro  i  partigiani  costretti “dal  nemico  e  dalle  dif  coltà  materiali  della vita,  ad
             abbandonare la lotta per rifugiarsi nell’italia liberata” . nonostante l’“inadeguato
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             trattamento morale e materiale da parte degli alleati”, era stata chiesa da parte di


             54 aussme, smre, ds, all. n. 261, smre - uf . operazioni, 11 dicembre 1944, relazione della visita s.e.
               Berardi a firenze (3-8 dicembre). a f rma del tenente colonnello piero sampò, capo uf  cio operazioni.
             55  aussme, i-3, 149/3, smg, uf . operazioni, 17 dicembre 1944, patrioti già af  uiti in toscana e
               che prevedibilmente vi af  uiranno.
             56  aussme, smre, ds, novembre-dicembre, smre, uf . operazioni, 19 dicembre 1944, prot. n.
               13121, op., oggetto: immissione di patrioti nell’esercito, a s.e. il ministro delle guerra.

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