Page 71 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 71

l’immissione di formazioni partigiane nelle Unità regolari dell’esercito:
                                significato e implicazioni politiche e operative




                           52
               in primavera . fu uno dei momenti più dif  cili della resistenza italiana, condivi-
               so, sotto certi aspetti, con i gruppi di combattimento che proprio in quei mesi
               vedevano rinviata, di settimana in settimana, la loro entrata in linea.
                    a  cavallo  tra  novembre  e  dicembre la  situazione  del  settore  tirrenico,  da
               tempo delicata, si stava facendo esplosiva in toscana, soprattutto intorno a firenze.
               a seguito dell’avanzata sul fronte della 5  armata, erano stati recuperati 3.000-
                                                       a
               4.000 mila partigiani. di questi, soltanto seicento uomini della divisione partigiana
               ‘modena’, comandata da ‘armando’, (mario ricci), erano “stati trattenuti dagli
               americani [...] impiegati essenzialmente in azioni di pattugliamento”. tutti gli altri
               gravitano “nella  zona firenze-pracchia,  sbandati,  privi  dell’assistenza  morale  e
               materiale nella quale, a giusta ragione essi avevano sperato; denutriti, laceri, costretti
               a mendicare un aiuto a destra e a sinistra, e ad adattarsi ai lavori più avvilenti”.
               considerato il “gravissimo malcontento nei riguardi degli alleati”, si temeva che
               potessero “costituire, da un momento all’altro, gravissimo elemento di disordine,
               con  conseguenze  di vasta  portata  militare  e  soprattutto  politica”.  al  momento
               appariva dif  cile il loro arruolamento “nelle regolari unità dell’esercito”. invece,
               avrebbero  accolto “entusiasticamente l’invito  a  ricostituirsi  in  un’unica  grande
               unità,  con  armamento leggero”  in vista  della  prossima battaglia  per Bologna .
                                                                                         53
               Berardi dovette intervenire personalmente, trattenendosi dal 3 all’8 dicembre nella
               zona di firenze dove incontrò, oltre ad “armando”, i rappresentanti di varie forma-
               zioni partigiane, i quali, con una decisione che contraddiceva la linea f nora tenuta
               in proposito, accettarono “di essere arruolati nella 210  divisione e, per una minima
                                                                 a
               parte, nei gruppi di combattimento”. il generale clark, da parte sua, assicurò che
               avrebbe trattenuto “in linea un’aliquota di patrioti, dando loro equipaggiamento e
               razione americana”. per gli altri avrebbero dovuto pensarci le autorità italiane. il
               tenente colonnello piero sampò si occupava delle “operazioni di reclutamento dei
               partigiani” che avrebbero avuto inizio il mattino del giorno 8. i primi provvedimen-
               ti riguardavano il ricovero in ospedale dei partigiani “af etti da malattie contagiose”,
               “operazioni di bonif ca necessarie (bagno, taglio capelli , disinfestazione,[...] “vesti-
               zione a ammissione alla razione militare” degli arruolati. con i mezzi di trasporti
               messi a disposizione dagli alleati, si sarebbe provveduto a portare a destinazione
               quanti avevano “famiglia o parenti nei territori liberati”.


               52  per la complessa vicenda, le conseguenze immediate che ne derivarono e le polemiche in sede storio-
                  graf ca, cfr. e. aga rossi, alleati e resistenza in italia cit., pp. 209 e ss.
               53  aussme, i-3, 147/6, smg, sim, 5 dicembre 1944, prot. n. 33154/sp, oggetto: reimpiego parti-
                  giani  sul  fronte  della 5  armata,  allo smg, uf  cio patrioti,  foglio  di  accompagnamento  al
                                     a
                  promemoria per s.e. il maresciallo messe, capo di stato maggiore generale, 1° dicembre 1944,
                  stesso oggetto, a f rma del capitano tani.

                                                                                         69
   66   67   68   69   70   71   72   73   74   75   76