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l’immissione di formazioni partigiane nelle Unità regolari dell’esercito:
significato e implicazioni politiche e operative
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in primavera . fu uno dei momenti più dif cili della resistenza italiana, condivi-
so, sotto certi aspetti, con i gruppi di combattimento che proprio in quei mesi
vedevano rinviata, di settimana in settimana, la loro entrata in linea.
a cavallo tra novembre e dicembre la situazione del settore tirrenico, da
tempo delicata, si stava facendo esplosiva in toscana, soprattutto intorno a firenze.
a seguito dell’avanzata sul fronte della 5 armata, erano stati recuperati 3.000-
a
4.000 mila partigiani. di questi, soltanto seicento uomini della divisione partigiana
‘modena’, comandata da ‘armando’, (mario ricci), erano “stati trattenuti dagli
americani [...] impiegati essenzialmente in azioni di pattugliamento”. tutti gli altri
gravitano “nella zona firenze-pracchia, sbandati, privi dell’assistenza morale e
materiale nella quale, a giusta ragione essi avevano sperato; denutriti, laceri, costretti
a mendicare un aiuto a destra e a sinistra, e ad adattarsi ai lavori più avvilenti”.
considerato il “gravissimo malcontento nei riguardi degli alleati”, si temeva che
potessero “costituire, da un momento all’altro, gravissimo elemento di disordine,
con conseguenze di vasta portata militare e soprattutto politica”. al momento
appariva dif cile il loro arruolamento “nelle regolari unità dell’esercito”. invece,
avrebbero accolto “entusiasticamente l’invito a ricostituirsi in un’unica grande
unità, con armamento leggero” in vista della prossima battaglia per Bologna .
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Berardi dovette intervenire personalmente, trattenendosi dal 3 all’8 dicembre nella
zona di firenze dove incontrò, oltre ad “armando”, i rappresentanti di varie forma-
zioni partigiane, i quali, con una decisione che contraddiceva la linea f nora tenuta
in proposito, accettarono “di essere arruolati nella 210 divisione e, per una minima
a
parte, nei gruppi di combattimento”. il generale clark, da parte sua, assicurò che
avrebbe trattenuto “in linea un’aliquota di patrioti, dando loro equipaggiamento e
razione americana”. per gli altri avrebbero dovuto pensarci le autorità italiane. il
tenente colonnello piero sampò si occupava delle “operazioni di reclutamento dei
partigiani” che avrebbero avuto inizio il mattino del giorno 8. i primi provvedimen-
ti riguardavano il ricovero in ospedale dei partigiani “af etti da malattie contagiose”,
“operazioni di bonif ca necessarie (bagno, taglio capelli , disinfestazione,[...] “vesti-
zione a ammissione alla razione militare” degli arruolati. con i mezzi di trasporti
messi a disposizione dagli alleati, si sarebbe provveduto a portare a destinazione
quanti avevano “famiglia o parenti nei territori liberati”.
52 per la complessa vicenda, le conseguenze immediate che ne derivarono e le polemiche in sede storio-
graf ca, cfr. e. aga rossi, alleati e resistenza in italia cit., pp. 209 e ss.
53 aussme, i-3, 147/6, smg, sim, 5 dicembre 1944, prot. n. 33154/sp, oggetto: reimpiego parti-
giani sul fronte della 5 armata, allo smg, uf cio patrioti, foglio di accompagnamento al
a
promemoria per s.e. il maresciallo messe, capo di stato maggiore generale, 1° dicembre 1944,
stesso oggetto, a f rma del capitano tani.
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