Page 70 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 70

i carabinieri del 1945 - la liberazione




                  intanto, si registrava una consegna parziale delle armi, che venivano in parte
             nascoste ”. “armi che verranno usate fra di noi [...] i carabinieri non riusciranno a
                    49
             mantenere l’ordine, quando gli americani se ne saranno andati [...]”, prevedeva pre-
             occupato un partigiano incontrato dal tenente colonnello de marco, uf  ciale del
             nucleo “i” presso la 5  armata, a f ne ottobre. ferito due volte, dopo dodici mesi di
                                 a
             vita in montagna, aveva “tentato invano di ricevere aiuti sia da parte dell’autorità
             alleata che da quella italiana”. era riuscito ad avere “un po’ di tabacco e la promessa
             di una minestra” soltanto grazie all’aiuto dell’uf  ciale del sim,” al quale aveva con-
             fessato: “Ha visto caro colonnello come veniamo trattati, farebbe bene a dirlo, se ne
             ha la possibilità, a qualcuno del governo italiano [...] perché questo urlo di dolore
             non è stato fatto sentire agli alleati e non siete riusciti a farvi ascoltare, perché non
             avete rif utato ogni collaborazione?”. ormai era chiaro infatti che “quello che verrà
             deciso in favore dell’italia non sarà frutto del sangue versato e delle sventure italiane,
             bensì del freddo calcolo degli interessi anglo-americani”. tuttavia, se “scarsi aiuti” vi
             erano stati da parte alleata, “nessun aiuto, nemmeno morale” si era avuto “da parte
             del governo italiano”. era mancata in sostanza “l’azione af  ancatrice di molti italia-
             ni che ricoprono cariche di responsabilità”; un comportamento dovuto al timore
             “dispiacere agli alleati”, secondo il partigiano, che concludeva signif cativamente: “io
             ripasserò le linee e andrò a dire ai miei compagni che è pazzesco ed assurdo che noi si
             continui a combattere e che nascondano le armi” . più esplicite le critiche ai coman-
                                                         50
             di militari contenute nelle memorie del sottosegretario alla guerra mario palermo
             che,  riferendosi  alle  migliaia  di  partigiani  af  uiti  a roma  dopo la liberazione  di
             firenze e della toscana, scrive che furono accolti “con indif erenza, per non dire con
             sospetto, come si accolgono gli importuni o i molesti [...] Li ammucchiarono come
             bestie a cesano, ove furono alloggiati in grandi casermoni e dove ebbero per letto un
             pugno di paglia. il vitto era scarso, i servizi igienici quasi inesistenti, il sapone scarseg-
             giava. molti si contagiarono di scabbia”. secondo palermo, il “trattamento [...] era
             disumano a bella posta, per avvilirli, par farli andare via” .
                                                                51
                  a complicare la situazione intervenne a f ne ottobre il fallimento della gran-
             de of ensiva alleata d’autunno che portò all’emissione del “proclama alexander”
             del 13 novembre con il quale si sospendevano le operazioni che sarebbero riprese


             49  aussme, i-3, 149/3, breve relazione materiale e morale dei partigiani che passano le linee e che sono
               fatti affluire a cura degli alleati in firenze, 20 ottobre 1944.
             50  aussme, i-3, 147/6, smg, sim, nucleo ‘i’ presso la 5  armata americana, 27 ottobre 1944, prot.
                                                         a
               n. 1396/V, oggetto: problemi inerenti alle formazioni partigiane e loro ‘smobilitazione’ all’arrivo
               delle truppe alleate (a seguito f. 1384/V. di prot., del 25 ottobre 1944), promemoria riservato perso-
               nale per il colonnello agrifoglio, capo del servizio informazioni militare.
             51  mario palermo, memorie di un comunista napoletano, Bologna, guanda, 1975, p. 222.

             68
   65   66   67   68   69   70   71   72   73   74   75