Page 81 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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l’immissione di formazioni partigiane nelle Unità regolari dell’esercito:
significato e implicazioni politiche e operative
faceva il punto sulla situazione delle formazioni partigiane “trattenute per compiti
operativi” dagli americani. si trattava di 1.790 uomini, sottoposti ancora a
“improvvisi cambiamenti di destinazione e di sorte dei reparti” che “per quanto
possano essere giusti e necessari [...] non possono non incidere sul morale af evo-
lendo l’entusiasmo delle formazioni”. tuttavia queste decisioni erano state accolte
“dai patrioti con lodevole spirito di disciplina”. sotto il prof lo morale, le formazio-
ni partigiane avevano “sempre assolto doverosamente al compito loro af dato, qua-
lunque esso fosse e qualunque rischio importasse e va messo in evidenza il desiderio
generoso che essi hanno di contribuire in maniera più tangibile , la liberazione del
proprio paese”. i rapporti con l’esercito erano “da parte dei patrioti, fondamental-
mente buoni e se pure esiste da parte di alcuni di essi una certa prevenzione specie
per gli alti gradi dell’esercito, ciò non toglie che in def nitiva la f gura dell’uf ciale e
soprattutto la funzione di comando e di responsabilità che esso ha, venga riscontra-
ta necessaria e degna di rispetto.Vivo è il desiderio della maggior parte di essi di
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entrare nei ranghi dell’esercito e di avere l’onore di portare le stellette” .
un caso a sé è quello del gruppo di combattimento “cremona” al quale era
a
stata aggregata la 28 brigata partigiana garibaldi comandata da arrigo Boldrini
(Bulow), al quale il 4 febbraio il comandante dell’8 armata mac creery aveva con-
a
ferito la medaglia d’oro al valor militare: un avvenimento che segnava, anche sim-
bolicamente, il punto di massima coesione tra forze armate e “patrioti”. Lo testimo-
niava il comandante del gruppo, generale clemente primieri, che a metà febbraio,
si dichiarava particolarmente soddisfatto del contributo dei partigiani, sottolinean-
do la “stretta cooperazione tra i reparti del nuovo esercito italiano e le forze parti-
giane” con le quali erano state sin dall’inizio stabilite relazioni “su di una base di
simpatia e di comprensione. e non potrebbe essere diversamente, perché noi abbia-
mo una completa unità di intenti: la lotta contro i tedeschi e i rimasugli del fascismo
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e la loro espulsione dalla nazione e da ogni fase della nostra vita politica” . il gene-
rale zanussi, vice comandante del gruppo di combattimento “cremona”, ricor-
dando le discussioni conviviali di natura politica con i partigiani di “Bulow”, vivaci,
ma al termine delle quali “ci si alzava da tavola amici come quando ci si era seduti”,
commenta quasi con le stesse parole: “e come avrebbe potuto essere altrimenti, se
la guerra che combattevamo insieme era la stessa e se la combattevamo per una stes-
sa causa, almeno sino al giorno in cui il nemico che ci stava di fronte non fosse stato
84 aussme, diari storici, 4216/iii/4/6, stato maggiore generale, uf . informazioni, 14 aprile 1943,
prot. n. 55432/s, oggetto: formazioni patrioti operanti presso unità alleate della 5 armata, al
a
ministero della guerra, gabinetto (patrioti).
85 aussme, diari storici, 4216/iii/4/6, stato maggiore generale, nucleo ‘i’, 12 febbraio 1945, prot.
n. 538, oggetto: articolo di un giornalista del p.W.B , allo smg, uf cio ‘i’.
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