Page 60 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 60

i carabinieri del 1945 - la liberazione




                  Le direttive emanate il 18 luglio dalla commissione alleata di controllo parti-
             vano dalla consapevolezza che “il trattamento dei patrioti è un problema dif  cile, la
             cui complessità va aumentando col progredire dell’avanzata e coll’aumentare del
             numero dei patrioti e del loro successo” e che la loro “riabilitazione nel territorio libe-
             rato” era un compito che andava assolto “con fermezza e simpatia e con la coscienza
             che successo o fallimento in questo campo possono avere ripercussioni in questo e
             in altri territori”. da qui le indicazioni sul comportamento da tenere nei loro con-
             fronti: “a liberazione avvenuta del territorio i patrioti devono recedere dal loro sta-
             tus quasi militare e diventare buoni cittadini [...] sarà duro per i patrioti, dopo mesi
             di guerriglia ristabilirsi a vita normale”, ma occorre “incoraggiare il loro rapido ritor-
             no alle abituali occupazioni [...] i patrioti saranno riluttanti a consegnare le armi, ma
             la tutela della legge e dell’ordine vieta l’esistenza di bande irregolari nei territori libe-
             rati [...] pertanto devono essere indotti con tatto ad obbedire alla legge [...].
                  L’ordine deve essere mantenuto e le armi devono essere consegnate”. spettava
             all’amg, sotto la cui “egida” i partigiani venivano a trovarsi, “far si che la metamorfosi
             dallo stato militare a quello civile avvenga col minimo di delusione”, trattandoli “con
             gran tatto e simpatia per evitare antagonismi e scoraggiamenti che sarebbero risaputi e
             avrebbero  un  ef etto  deleterio  sui  patrioti  ancora  in  azione  contro  il  nemico”.  in
             sostanza, le linee d’azione restavano quelle indicate da alexander, ma la consapevolezza
             che “un patriota disoccupato è non solo una vergogna per la comunità, ma anche una
             minaccia” induceva a crescenti cautele nell’applicazione, che richiedeva appunto “tatto
             e simpatia”, una formula che diventerà una costante nei mesi successivi .
                                                                            31
                  tre giorni più tardi la sezione relazioni pubbliche della commissione alleata
             di controllo annunziava con gli stessi toni “immediati provvedimenti per dare il più
             esteso ed ef ettivo riconoscimento possibile ai validi sforzi dei patrioti italiani che
             hanno partecipato alla guerriglia combattendo a f anco degli alleati”, dei quali sotto-
             lineava “il coraggio, l’eroismo e la tenacia [...] simboli dell’amore per la libertà e per gli
             ideali democratici delle nazioni unite”. Le misure adottate e in corso di attuazione
             prevedevano la creazione di un “ramo patrioti” all’interno della commissione stessa;
             l’assegnazione di “appositi uf  ciali dello smre ai reparti dell’amg per identif cazio-
             ne patrioti e def nizione loro situazione”; l’inserimento di un “cospicuo numero di
             patrioti  in  ogni comitato  governativo locale  formato  dopo l’arrivo  delle forze
             alleate”; “piani per l’impiego dei patrioti”, non meglio precisati; l’emissione “di cer-
             tif cati di riconoscimento alleati” per i patrioti “esattamente identif cati”; l’invio di
             messaggi ai patrioti di riconoscimento del loro valore e di ringraziamento per l’aiuto

             31  aussme, i-3, 148/1, comando acc, sezione controllo regionale e governo militare, 18 luglio
               1944, prot. n. 30/1/pat., oggetto: istruzioni generali sul trattamento dei patrioti nel territorio del
               governo militare.

             58
   55   56   57   58   59   60   61   62   63   64   65