Page 25 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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GuERRa NazIoNaLE dI LIBERazIoNE




               bestiame è subentrato troppo spesso il saccheggio indif erenziato, che non rispetta
               neppure i modesti averi del cittadino sfollato o le scorte essenziali del piccolo pro-
               prietario agricolo, e che si fa più ingiustif cato e intollerabile quando s’innesta su
               operazioni di borsa nera”.
                    Agosti citava i casi “purtroppo frequenti” di autocarri rubati e rivenduti “tra-
               mite loschi intermediari, ai tedeschi”, oppure di “partite di stof a o di vino rimessi
               in circolazione sul mercato nero”. “Altro fatto che indispone è lo spreco: il combat-
               tente per sua natura è portato a sprecare, e il partigiano ha in questo campo i peg-
               giori difetti del combattente: ma il contadino o l’operaio sfollato, che assiste al ban-
               chetto organizzato dal capo partigiano nella locanda del paese, che vede il partigia-
               no ubriaco, che manca della razione di carne, perché le bestie destinate al consumo
               di un mese sono state malamente macellate per l’uso di un piccolo reparto, formula
               un giudizio severo sul fenomeno partigiano ed è portato a considerarlo come un
               fenomeno di parassitismo non dissimile da quello delle brigate nere”. Fra i due mali,
               la popolazione delle campagne si chiudeva “in una sospettosa difesa; odia il fascista,
               ma non esita a denunciare il partigiano e in generale - come al tempo delle guerre di
               ventura - si preoccupa soltanto di tener lontano e l’uno e l’altro”. Si dif ondeva così
               “uno stato d’animo pericoloso” fra i contadini: “il contadino che qualche mese fa
               si arruolava nella banda partigiana oggi preferisce restare a custodire il campo arma-
               to del fucile da caccia e costituisce con altri compagni piccole squadre di difesa; è
               un grosso passo indietro!”. Ma principale causa della la crisi della Resistenza arma-

               ta, concludeva Agosti, era la carenza di f nanziamenti, “che non è mai stata abba-
               stanza valutata né dagli Alleati, né - cosa più grave - dagli organi politici che ne
               hanno assunto la direzione”, e ciò era dovuto alla “solita rivalità fra i partiti e le
               rispettive formazioni”: “Uno degli aspetti negativi dell’attuale fase della guerra par-
               tigiana e non ultima ragione dei disastri di questi ultimi mesi, è la persistente man-
               canza di collaborazione fra le formazioni di diverso colore politico […] che giuoca
               tutta a vantaggio dei nazifascisti” .
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                    Rivalità e conf itti fra formazioni partigiane di diversa formazione politica e
               fra queste e le bande apolitiche o autonome, erano stati presenti f n dalle origini
               del movimento partigiano, ma si acuirono nel periodo di crisi della Resistenza
               armata,  provocando scontri sanguinosi  e persino assassinii  di partigiani.
               L’episodio più grave avvenne nel febbraio del 1945, in Friuli, dove esisteva da
               tempo un’accesa conf ittualità fra le brigate osoppo, di orientamento democri-
               stiano, schierate a difesa della italianità della regione contro le pretese espansioniste
               della resistenza comunista jugoslava, che mirava a annettere il Friuli e la Venezia


               18  Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 267 ss.

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