Page 21 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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GuERRa NazIoNaLE dI LIBERazIoNE
nonostante la loro esistenza ef mera, gli esperimenti di democrazia partigiana
contribuirono a valorizzare il signif cato della Resistenza come guerra nazionale di
liberazione per fondare una nuova italia libera e democratica.
La crisi della Resistenza armata, costretta ad arretrare sotto l’urto di una
nuova of ensiva nazifascista, fu aggravata alla vigilia dell’inverno dalla scarsità di
rifornimento di armi e mezzi di sussistenza da parte degli Alleati, ai quali le piogge
torrenziali avevano reso impossibile proseguire l’avanzata nella pianura romagnola.
il 13 novembre, il generale inglese Harold Alexander, comandante di tutte le forze
alleate in italia, diede attraverso la radio “italia combatte” nuove istruzioni ai
patrioti italiani per la campagna invernale: “i patrioti devono cessare la loro attività
precedente per prepararsi alla nuova fase di lotta e fronteggiare un nuovo nemico,
l’inverno. […] La parola d’ordine è: stare in guardia, stare in difesa”, ma “approf t-
tare egualmente delle occasioni favorevoli per attaccare tedeschi e fascisti” e “conti-
nuare nella raccolta delle notizie di carattere militare concernenti il nemico, studiar-
ne le intenzioni, gli spostamenti, e comunicare tutto ciò a chi di dovere”. i patrioti,
concludeva il messaggio, dovevano comunque “essere pronti per la prossima avan-
zata”, poiché “nuovi fattori potrebbero intervenire a mutare il corso della campa-
gna invernale” .
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dal messaggio di Alexander, molti partigiani furono indotti a credere che gli
Alleati intendevano disfare la Resistenza armata, alla quale avevano assegnato solo
compiti di informazione e di sabotaggio. in ef etti, gli inglesi temevano che i parti-
giani comunisti potessero servirsi delle armi fornite dagli Alleati per compiere una
rivoluzione, come avevano fatto in Grecia. Ma né gli inglesi né gli americani aveva-
no l’intenzione di disarmare la Resistenza. infatti, f n dal 9 settembre 1944 il
Foreign office aveva scritto al consigliere politico inglese presso il Comando alleato
Harold Macmillan, chiedendo “se non sia opportuno, per ragioni politiche, fare
qualche cosa in più per aiutare i patrioti italiani. […] non sarebbe possibile aumen-
tare le assegnazioni agli italiani a scapito di quelle jugoslave? Riteniamo che i patrio-
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ti italiani stiano attualmente combattendo con estrema ef cacia” . il 24 ottobre,
persino Churchill, il più dif dente verso i partigiani comunisti, scrisse ai capi di
Stato maggiore inglesi che era della “massima importanza mantenere operativa-
mente attiva la Resistenza italiana”, e sollecitava l’invio degli aiuti richiesti dai par-
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tigiani, ma “senza dover rinunciare ad altri nostri piani” .
7 Il testo del messaggio in Catalano, op. cit., p.284-285.
8 Cit. in elena Aga Rossi, L’Italia nella sconfitta. Politica interna e situazione internazionale durante
la seconda guerra mondiale, napoli, eSi, 1985, p.431.
9 ivi, p. 439.
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