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i Carabinieri del 1945 - La LIBERazIoNE
All’inizio del 1945, mentre nell’europa centrale le armate degli Alleati e
dell’Unione sovietica procedevano alla demolizione dell’impero hitleriano, in italia
l’avanzata degli anglo-americani si era arrestata all’ingresso nella Valle padana,
lungo una linea del fronte da Massa a Ravenna. nello stesso periodo, fra l’autunno
e l’inverno, iniziò per la Resistenza italiana un periodo di crisi grave, non solo sul
fronte della lotta armata contro i tedeschi e i fascisti, ma anche al suo interno, per i
dissidi fra i partiti antifascisti che costituivano il Comitato di liberazione nazionale
(CLn), per la rivalità fra le bande partigiane di orientamenti politici antagonisti, e
per il peggioramento dei rapporti fra bande partigiane e popolazione.
“Se non fosse che l’abuso ha tolto valore alle parole, il termine di tragico bene
si adatterebbe all’inverno tra il ’44 e il ’45”, ricordò nelle sue memorie il generale
Alessandro Trabucchi, comandante del Comando regionale militare piemontese
del CLn, rievocando la delusione che investì i partigiani quando “la speranza di una
rapida liberazione, per cui comitati, comandi, formazioni si erano generosamente
buttati allo sbaraglio, si mutò in amara delusione”: “il dubbio entrò nell’animo di
molti e scavò, corrose, disgregò. Ci furono defezioni e diserzioni. Qualcuno ritenne
che invece di combattere disinteressatamente convenisse adottare il procedimento
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del nemico che consentiva il saccheggio per costituirsi il gruzzolo per il futuro” .
La crisi che investì la Resistenza fra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945,
sopraggiunse dopo un’estate di successi dei partigiani nella guerra nazionale di libe-
razione contro i tedeschi e contro i fascisti. Sin dalla primavera del 1944, l’avanzata
delle armate alleate che risalivano la penisola aveva coinciso con lo sviluppo della
Resistenza, sia politica sia armata. All’indomani della liberazione di Roma da parte
degli Alleati, l’11 giugno il CLn aveva dato vita al primo governo dei partiti antifa-
scisti, presieduto da ivanoe bonomi, presidente del CLn, succeduto a badoglio
dopo che il 5 giugno Vittorio emanuele iii aveva f rmato il decreto col quale nomi-
nava il principe Umberto luogotenente generale del regno. il 19 giugno il Comitato
di liberazione nazionale dell’Alta italia (CLnAi) deliberò la trasformazione del
Comitato militare del movimento partigiano in “comando militare per l’Alta italia
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aggregandosi un elemento tecnico quale consigliere militare” . il CLnAi chiese agli
Alleati la designazione del generale Raf aele Cadorna quale consigliere militare, men-
tre il comando generale del movimento partigiano, il Corpo dei volontari della liber-
tà fu af dato a Luigi Longo, esponente del Partito comunista, e a Ferruccio Parri,
esponente del Partito d’azione, col compito di dare un coordinamento unitario alle
operazioni delle bande partigiane nella guerra di liberazione.
1 Alessandro Trabucchi, I vinti hanno sempre torto, Roma, Castelvecchi, 2014, pp. 84-85.
2 Cfr. Franco Catalano, Storia del C.L.N.a.I., bari, Laterza, 1956, p.164.
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