Page 26 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 26

i Carabinieri del 1945 - La LIBERazIoNE




             Giulia, compresa Trieste, e la brigate Garibaldi, che erano passate dalle dipendenze
             del iX corpus dell’esercito popolare di liberazione jugoslavo (eplj), secondo le
             direttive date da Togliatti il 19 ottobre, per “favorire l’occupazione della regione
             giuliana da parte delle truppe del maresciallo Tito”, prendendo “posizione contro
             tutti quegli elementi italiani che si mantengono sul terreno e agiscono a favore del-
             l’imperialismo e nazionalismo italiano” . il 7 febbraio, un centinaio di partigiani
                                                 19
             comunisti catturò il comando della 1  brigata osoppo, con la falsa accusa di tradi-
                                               a
             mento: il comandante, il vicecomandante, una giovane e un giovane furono uccisi
             sul posto; altri diciotto furono uccisi nei giorni successivi. L’organizzatore dell’ec-
             cidio sostenne di aver ricevuto l’ordine dalla federazione comunista di Udine, che il
             12 febbraio rilanciò contro gli assassinati l’accusa di tradimento per “i loro legami
             diretti e indiretti con la polizia e perf no con Comandi tedeschi. […] noi non fac-
             ciamo complimenti” .
                                20
                  All’inizio del 1945, ci fu una nuova crisi nella Resistenza politica, a causa delle
             divergenze fra i partiti del CLn. Ad innescare la crisi era stato il Pd’A, con una let-
             tera aperta pubblicata sull’organo uf  ciale “L’italia libera” il 30 novembre 1944,
             proponendo la trasformazione  del  CLnAi  da  coalizione  di partiti  in “governo
             segreto straordinario dell’Alta italia”, per divenire, dopo la liberazione, “l’organo
             legale di governo e di amministrazione” dell’italia liberata, con il compito di “orga-
             nizzare il paese in modo che possa collaborare attivamente sia nel campo militare
             che in quello economico alla guerra delle nazioni Unite” .
                                                                 21
                  La proposta, con diversi motivi, non fu accolta dagli altri partiti del CLn, che
             la consideravano inattuabile o inaccettabile perché era in contrasto con i Protocolli
             di Roma, rischiando di provocare un conf itto con gli Alleati, sempre sospettosi dei
             comunisti. inoltre, era del tutto opposta alla posizione assunta dal governo bonomi
             nei suoi impegni con gli Alleati, mirante a ristabilire nell’italia liberata lo Stato esi-
             stente prima del fascismo. il PCi, pur favorevole a raf orzare il ruolo del CLn,
             ritenne inopportuno discutere sul futuro ordinamento dell’italia, mentre era anco-
             ra in corso la guerra di liberazione. i socialisti ribadirono la loro scelta irrevocabile
             per la repubblica, ma non accettarono la trasformazione del CLnAi in principale
             organo di governo nell’italia liberata. nettamente contrari alla proposta del Pd’A
             furono la dC, il PLi e la dL, che si proponevano di restaurare nell’italia liberale lo
             Stato prefascista.


             19  Cit. in Spriano, op.cit., p. 437.
             20  Le brigate Garibaldi nella Resistenza, iii, cit., p. 353.
             21  Cit. in elena Aga Rossi, Il movimento repubblicano. Giustizia e Libertà e il Partito d’azione, Rocca
               San Casciano, Cappelli, 1969, pp. 234-235.

             24
   21   22   23   24   25   26   27   28   29   30   31