Page 27 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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GuERRa NazIoNaLE dI LIBERazIoNE
Ancora una volta, come era avvenuto nell’aprile del 1944 con la “svolta di
Salerno”, che aprì la via all’accordo di compromesso fra il CLn, il governo
badoglio e la monarchia, e come avvenne nel giugno del 1944 con un nuovo com-
promesso, che consentì l’insediamento del secondo governo bonomi, all’inizio del
1945 fu Togliatti a salvaguardare l’unità della coalizione antifascista, indispensabile
per proseguire la guerra nazionale di liberazione. Col consueto realismo, il capo
comunista ammonì gli antifascisti di sinistra, a tener presente la situazione del
paese: “Qui, in sostanza, chi comanda sono sempre gli Alleati”, come scrisse a
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Longo il 10 gennaio 1945 .
Mario argenton, Giovan Battista Stucchi, Ferruccio Parri, il generale Raffaele Cadorna, Luigi Longo,
Enrico Mattei e Fermo Solari sfilano a Milano, in piazza Castello, insieme alle formazioni partigiane, 6 maggio 1945
(Fotografia di Publifoto © Archivio Publifoto intesa Sanpaolo)
La nuova crisi della Resistenza politica fu superata il 29 marzo, con un accor-
do col quale il CnLAi e i CLn regionali si impegnavano a scatenare “una insurre-
zione antitedesca e antifascista, con totale ed esclusivo impiego delle formazioni
militari ai f ni di guerra”, agli ordini del comando del CVL ma operando in confor-
mità con le istruzioni emanate dal Comando supremo alleato; inoltre, si impegna-
vano ad amministrare provincie e comuni dell’Alta italia secondo le leggi dello
Stato dall’inizio dell’insurrezione armata e “f no a quando non venga instaurato un
governo militare alleato”, al quale dovevano essere ceduti tutti i poteri esercitati dal
CLn .
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22 Cit. in Spriano, op. cit., p. 526.
23 Cfr. Catalano, op.cit., pp. 391-392.
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