Page 29 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 29

GuERRa NazIoNaLE dI LIBERazIoNE




                                                                                         26
               lata, il mio prestigio - quello che rimaneva e non era molto - è ridotto a zero” .
               “Quando ti dicevo - ribadiva il 18 giugno - che io conto meno del due di coppe, tu
               protestavi. era la verità. Questo è un governo che non dispone di armi. È disarmato.
               È peggio che disarmato: poiché il suo simulacro di armamento è ridicolo. Fucili
               senza cartucce e cartucce senza fucili. i ribelli riforniti dai nemici lo sanno e fanno
               quello che vogliono” .
                                   27
                    Privo di un pur minimo senso di colpa per aver provocato una delle più gravi
               catastrof  in tutta la storia d’italia, Mussolini scaricava sul popolo italiano tutte le
               responsabilità del suo fallimento, della disfatta militare, del crollo del regime e della
               guerra civile: “non è il fascismo che ha guastato gli italiani, ma sono gli italiani che
                                                                   28
               hanno guastato il fascismo”, sentenziò il 29 marzo 1944 . e il 20 giugno ribadiva:
               “Chi fallisce è questa massa di schiavi infetti e ammalati che oscillano fra l’abulia e
               la disperazione” . nell’estate dei successi partigiani, il duce aveva percepito sempre
                              29
               più prossima la sconf tta def nitiva del nuovo regime fascista, messo in piedi per
               volontà di Hitler, vessato dalla prepotenza tedesca e sconquassato dalle violente dia-
               tribe e rivalità fra i gerarchi e le varie organizzazioni militari del fascismo repubbli-
               cano, come riferiva a Clara il 23 agosto: “Quanto all’interno, la tendenza all’anar-
               chia dilaga: assassinio e furto! L’abulia generale. era - forse - meglio se mi avessero
               impedito di fare la seconda edizione del mio libro. Quest’afa mortale è un veleno
               per i cervelli deboli. Addio cara. Tutto ciò che io ho fatto è in mille frantumi.
               Potevo f nire tragico, f nirò nel ridicolo” . i rapporti che il duce riceveva sull’atteg-
                                                    30
               giamento della popolazione nei territori sotto il controllo della Repubblica sociale
               confermavano il fallimento totale, rivelando l’avversione contro il fascismo dilagan-
               te in tutti i ceti sociali: “La maggior parte del popolo, vedendo nel Regime la causa
               unica  della  continuazione  del  conf itto,  seguita  nel  suo atteggiamento  ostile al
               governo, mentre si orienta sempre più verso il movimento dei fuori legge, aiutan-
                                    31
               dolo con tutti i mezzi” .
                    Soltanto il giorno dopo il proclama di Alexander, si riaccese nel duce l’illusio-
               ne di una ripresa, come scrisse a Hitler il 14 novembre. nel tentativo di convincere
               l’alleato a concentrare  nella  Valle Padana  le forze armate tedesche  e  italiane,


               26  ivi, p. 106.
               27  Mussolini, a Clara, cit., p. 215.
               28  ivi, p. 150.
               29  ivi, p. 218.
               30  Mussolini, a Clara, cit., p. 266.
               31  Cit. in Renzo de Felice, Mussolini l’alleato, vol. ii, La guerra civile (1943-1945), Torino, einaudi,
                  1997, p. 294.

                                                                                         27
   24   25   26   27   28   29   30   31   32   33   34