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i Carabinieri del 1945 - La LIBERazIoNE




                  il 13 aprile, il generale Mark Clark, nuovo comandante delle forze alleate in
             italia, aveva dato ai partigiani la direttiva di non iniziare azioni premature, ma il
             PCi, che controllava circa il quaranta per cento del movimento partigiano, lo igno-
             rò, e lanciò ai partigiani l’ordine di insorgere prima dell’arrivo degli Alleati:
                  “È nostro interesse vitale che l’armata nazionale e il popolo si sollevino in
             un’unica lotta prima per la distruzione dei nazifascisti prima della venuta degli allea-
             ti. Questa è indispensabile specialmente nelle grandi città, come Milano, Torino,
             Genova, ecc., che noi dobbiamo fare il possibile per liberare con le nostre forze ed
             epurare integralmente dai fascisti. Prendere tutte le misure necessarie per la rapida
             realizzazione di questa linea. Scegliete voi il momento dell’insurrezione sulla base
             dello sviluppo generale della situazione sui fronti, sul movimento del nemico” .
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                  Anche gli altri partiti  del  CLn  furono  d’accordo con  i comunisti.
             L’insurrezione,  ad  opera  di tutte le formazioni politiche  e autonome  della
             Resistenza armata esplose nella Valle Padana fra il 21 e il 30 aprile, sostenuta dalla
             mobilitazione delle masse. A partire dal 21 aprile le forze patriottiche liberarono
             bologna, Ferrara, Modena, Reggio, Parma. Genova insorse il 23 aprile e fu liberata
             dai partigiani, mentre gli Alleati giunsero cinque giorni dopo. in Piemonte, la
             regione che f n dall’inizio della Resistenza aveva avuto il più numeroso e combat-
             tivo movimento partigiano, gli scontri con il nemico furono i più duri. A Torino,
             l’insurrezione fu preceduta da uno sciopero generale proclamato il 19 aprile, para-
             lizzando l’intera città. nonostante un tentativo dei comandanti alleati di prevenire
             l’insurrezione, il 29 aprile i partigiani liberarono Torino dopo violenti combatti-
             menti contro tedeschi e fascisti: gli Alleati vi giunsero il 1° maggio. Anche le altre
             principali città del Piemonte furono liberate dai partigiani. A Milano, l’insurrezio-
             ne, preceduta da uno sciopero generale, iniziò su ordine del CLnAi la mattina del
             25 aprile, e subito si estese in tutta la città e nelle periferie: gli Alleati entrarono
             nella  capitale lombarda  il  30  aprile.  Lo stesso avvenne  nelle altre città  della
             Lombardia.
                  il 27 aprile insorse Padova, dove i partigiani ingaggiarono una lunga e aspra
             battaglia contro i tedeschi. il giorno dopo insorse Venezia, che impose la resa del
             presidio germanico. A Trieste, dove il PCi non faceva parte del CLn a causa del
             grave contrasto con gli altri partiti antifascisti per il suo atteggiamento favorevole
             verso i partigiani slavi, che ambivano all’ annessione della Venezia Giulia, l’insurre-
             zione avvenne il 30 aprile, ma il giorno successivo la città fu occupata da preponde-
             ranti forze dell’esercito di Tito, e solo con l’arrivo degli anglo-americani, i partigiani
             jugoslavi furono costretti a ritirarsi, e la città passò sotto il governo militare alleato.


             37  Cit. in Spriano, op. cit., p. 514.

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