Page 24 - Rassegna 2025 numero speciale 1
P. 24

i Carabinieri del 1945 - La LIBERazIoNE




             l’atteggiamento dei loro comandanti” . Alla f ne dell’anno, gli ef ettivi delle bande
                                               14
             partigiane erano drasticamente diminuiti da 80.000 a 50.000. durante la controf-
             fensiva dei nazifascisti furono uccisi alcuni dei principali promotori e comandanti
             delle formazioni partigiane. il 2 gennaio 1945 a Milano la Gestapo riuscì ad arresta-
             re Parri. L’8 febbraio, Longo faceva sapere a Togliatti che in tutti i mesi invernali
             “il movimento partigiano è stato duramente attaccato. Abbiamo avuto dei duri
             rastrellamenti in tutte le regioni”, ma subito aggiungeva: “Malgrado le perdite e
             momentanei sbandamenti possiamo dire che il movimento partigiano si mantiene
             quasi dappertutto forte e combattivo anche se un po’ ridotto negli ef ettivi” .
                                                                                   15
                  Un altro fattore che aggravò la crisi della Resistenza armata durante l’inverno
             del 1944-1945, fu la crescente ostilità della popolazione nei confronti dei partigiani,
             a causa dei metodi brutali ai quali facevano ricorso per ottenere cibo e denaro. il 6
                                            a
             novembre, il comandante della 98  brigata Garibaldi ordinò l’immediata cessazione
             delle requisizioni arbitrarie “che spesse volte rasentano  il  furto.  Contro questo
             modo d’agire che è pretta dimostrazione fascista che perdura saranno prese misure
             severissime” . Cinque giorni dopo, l’ordine fu reiterato a tutti i distaccamenti:
                        16
             “Sono proibite nel modo più assoluto qualsiasi tipo di requisizioni”: “noi siamo
             qua, tutti, per compiere un alto dovere, e non per riempire i nostri portafogli e quel-
             li dei nostri uomini. […] È un vandalismo completo che deve cessare subito. […] È
             ora di f nirla, siamo ormai un esercito regolare e non un’accozzaglia di mercenari,
             serviamo gli interessi di tutti gli italiani e non i nostri interessi personali” .
                                                                               17
                  Una approfondita relazione sui motivi di ostilità delle popolazioni verso le
             bande partigiani fu fatta alla f ne del 1944 da Giorgio Agosti, uno dei fondatori del
             Partito d’azione e organizzatore della guerra partigiana in Piemonte. egli esordiva
             osservando che “in genere l’atteggiamento della popolazione nei confronti delle
             formazioni partigiane è andato peggiorando”; ciò era dovuto, prima di tutto, al
             “dilagare del banditismo, la cui linea di demarcazione dal movimento partigiano è
             spesso assai incerta”. “La mancanza di un regolare f nanziamento in questi ultimi
             mesi, il disgregarsi di molte formazioni maggiori in seguito ai rastrellamenti, e in
             genere il crescente disprezzo per la vita umana, per la proprietà e per le leggi della
             convivenza civile che è un inevitabile portato della guerra civile, hanno creato in
             molte zone una situazione intollerabile. Alla requisizione più o meno ordinata del


             14  ivi, p. 172.
             15  Spriano, op.cit., p. 483.
             16 Le brigate Garibaldi nella Resistenza. documenti, ii, giugno-novembre 1944, a cura di Gabriella
               nisticò, Milano, Feltrinelli, 1979, p. 570.
             17  ivi, pp. 569-570.

             22
   19   20   21   22   23   24   25   26   27   28   29