Page 245 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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LE FOIbE TrA GuErrA E PACE




               do di sferrare un colpo nell’alto adriatico, attraverso il varco di Lubiana. Sarebbero
               stati raggiunti così due obiettivi: fornire aiuto all’armata rossa e limitare l’espan-
               sione comunista.
                    il 20 febbraio 1945 fu convocata una riunione del comitato politico presiedu-
               to dal comandante supremo in mediterraneo, sir Harold alexander, con lo scopo
               di pianif care le operazioni militari in base al possibile nuovo assetto politico euro-
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               peo . il problema principale in quel momento era il conf ne da assegnare, la linea
               di demarcazione,  tra l’italia  e la Jugoslavia.  gli  americani,  tramite l’ammiraglio
               ellery Wheeler Stone, ribadirono l’esigenza di sottoporre ad occupazione tutto il
               territorio dello stato  italiano,  istria  compresa,  come  previsto dall’armistizio.
               alexander si dimostrò più favorevole al raggiungimento di un accordo con tito
               che avrebbe potuto diventare un interlocutore privilegiato ritenendo che il mare-
               sciallo avrebbe prestato fede agli accordi con il governo in esilio a Londra di re
               pietro (patto tito- Šubašić,) .
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                    ma le aspettative di alexander andarono deluse, leggendo le relazioni del Soe
               e dell’oSS del periodo risulta che il partito comunista jugoslavo, che portava avanti
               la sua politica rivoluzionaria, non intendeva rispettare il patto. L’avanzata di tito
               verso trieste era costante, già nel gennaio 1945 aveva occupato i porti di Spalato e
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               Zara e le forze costiere di queste basi lo aiutavano proteggendone i f anchi .
                    ai primi di aprile cadeva Sarajevo e un mese dopo, mentre in Slovenia veniva-
               no liquidati gli ultimi capisaldi ustascia, le truppe di tito erano alle porte di trieste.
               Nella loro avanzata, avvenuta in meno di due mesi, avevano sconf tto def nitivamen-
               te i tedeschi e catturato migliaia di prigionieri della cui sorte non si seppe mai niente.
                    gli jugoslavi dovevano essere fermati . e, se non si voleva che l’intera europa
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               cadesse sotto il controllo sovietico, bisognava farlo con un segnale forte. ma come?
               tito era stato esaltato dalla stampa anglosassone quando, nei giorni bui delle vitto-
               rie tedesche, era stato uno dei pochi leader alleati che erano passati al contrattacco
               aiutando a far pendere l’ago della bilancia dalla parte degli alleati; non sarebbero
               state capite quindi, in quel momento, né la critica né una considerazione negativa
               nei suoi confronti .
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               34  attraverso la documentazione britannica e americana (e anche tedesca) del periodo, presente negli
                  archivi militari e di Stato, si evince chiaramente che i militari non si occupano esclusivamente di que-
                  stioni operative, ma anche e soprattutto di questioni politiche partendo da concetti in generale, per
                  passare poi al dettaglio.
               35  marina cattruzza, L’Italia e il confine orientale, bologna, il mulino, 2007.
               36  the National archives Wo 170/7571.
               37  the National archives fo 371/48818.
               38  Stephen clissold (a cura di), Storia della Jugoslavia, torino, piccola biblioteca einaudi, 1969.

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