Page 243 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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LE FOIbE TrA GuErrA E PACE
Tarvisio, cimitero, marzo/aprile 1944. I corpi dei Carabinieri uccisi a Malga bala
(fonte: museo Storico dell’arma dei carabinieri, archivio fotografico ii-7-3)
4. L’URSS va fermata
Nonostante che in Jugoslavia l’armata rossa non potesse avere una posizio-
ne determinante in quanto tito e il suo movimento partigiano avevano giocato da
subito un ruolo attivo nella liberazione del proprio territorio, restava il fatto che il
maresciallo era, agli occhi degli occidentali (anglo americani), un esponente di
primo piano del comunismo internazionale .
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appariva agli osservatori esterni, incapaci di comprendere la realtà comunista,
come la lunga mano di mosca; il suo prestigio era secondo solo a quello di Stalin.
era stato proprio perché il potere era già in mano marxista che le truppe sovietiche,
dopo la conquista di belgrado, non si erano fermate a lungo nel territorio circostan-
te ma avevano continuato la loro corsa verso l’austria. La pacif cazione interna fu
praticamente lasciata in mano agli uomini di tito. Seguendo l’esempio Jugoslavo,
anche in albania (altro paese chiave del futuro assetto politico postbellico) i comu-
nisti, che avevano liberato il paese, proclamarono la nascita di un governo provvi-
sorio saldamente nelle loro mani . per i dissidenti c’erano poche possibilità: scap-
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pare, sottomettersi oppure essere eliminati.
26 aa.VV., Storia della Jugoslavia, Gli slavi del sud dalle origini a oggi, torino, piccola biblioteca
einaudi, 1969.
27 myzyri Hysni, redaktor, përgjegjës, Historia e Shqipërië e dhe e shqiptarëve, Sprint prizren, 2001.
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