Page 248 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i carabinieri del 1945 - LA LIbErAzIOnE
il generale Lyman Lemnitzer, che aveva appena negoziato la resa con i tedeschi,
lesse, nell’occasione, alcuni documenti fra cui uno del capo dello stato maggiore
imperiale britannico che chiedeva una verif ca sulla possibilità di mantenere le forze
britanniche in austria senza l’uso del porto di trieste. il colonnello brigadiere brian
robertson, chiamato a relazionare in merito, informò che tre erano le soluzioni pos-
sibili per mantenere le forze britanniche nella zona di occupazione in austria. La
prima, la migliore e di gran lunga la più veloce, era la rotta trieste-tarvisio, la secon-
da, più lenta e con la necessità di attraversamento di alcune aree contese nella parte
nord-occidentale della Venezia giulia, era la rotta Venezia-tarvisio, la terza, più
complicata delle altre ed enormemente lenta, era la via del brennero.
Veniva così evidenziata l’importanza, per la logistica, di occupare trieste.
robertson, nel suggerire di fornire momentaneamente una risposta interlocutoria
al capo dello stato maggiore, non mancò di sottolineare come l’utilizzo di trieste
fosse subordinato al pieno controllo del suo porto.
all’assemblea pervenne un messaggio personale dal maresciallo tito ad
alexander che sembrò preludere alla possibilità di una soluzione pacif ca della
situazione. alexander ritenne, quindi, che tito, come precedentemente concorda-
to a bolsena e a belgrado, mettesse agli ordini degli americani le forze jugoslave ubi-
cate nelle immediate vicinanze delle proprie truppe. il comando supremo reputò
che se la questione fosse stata gestita con tatto e rigidità, non sarebbe emersa alcuna
dif coltà nell’occupazione di trieste, complicazioni e dif coltà sarebbero potuto
sorgere solo al momento della creazione di un governo militare alleato (allied
military government - amg) .
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Dopo un colloquio con tito, alexander fece proprio l’orientamento per cui
la soluzione migliore sarebbe stata l’occupazione alleata della Venezia giulia e, in
subordine, il controllo del porto di trieste e delle linee di comunicazione con
l’austria. tito, pur riconoscendo le esigenze degli alleati, chiese il mantenimento
dell’amministrazione civile jugoslava anche nei centri controllati dagli alleati, esclu-
se che l’istria potesse avere interesse strategico e rivendicò la sovranità per tutti i ter-
ritori ad est dell’isonzo una volta che le truppe anglo americane avessero lasciato la
regione. fu in quel momento che il comitato di Liberazione Nazionale (cLN) di
trieste, già in crisi per la questione delle rivendicazioni jugoslave delle terre contese,
si trovò in un situazione ambigua: sottomettersi alle operazioni e ai comandi delle
autorità militari jugoslave e all’instaurazione di un comitato antifascista paritetico
italo sloveno (che di fatto caldeggiava la soluzione annessionistica) o impossessarsi
della città, prima dell’arrivo degli jugoslavi, combattendo in netta inferiorità contro
46 the National archives Wo 204/48820.
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