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i carabinieri del 1945 - LA LIbErAzIOnE




                  il generale Lyman Lemnitzer, che aveva appena negoziato la resa con i tedeschi,
             lesse, nell’occasione, alcuni documenti fra cui uno del capo dello stato maggiore
             imperiale britannico che chiedeva una verif ca sulla possibilità di mantenere le forze
             britanniche in austria senza l’uso del porto di trieste. il colonnello brigadiere brian
             robertson, chiamato a relazionare in merito, informò che tre erano le soluzioni pos-
             sibili per mantenere le forze britanniche nella zona di occupazione in austria. La
             prima, la migliore e di gran lunga la più veloce, era la rotta trieste-tarvisio, la secon-
             da, più lenta e con la necessità di attraversamento di alcune aree contese nella parte
             nord-occidentale della Venezia giulia, era la rotta Venezia-tarvisio, la terza, più
             complicata delle altre ed enormemente lenta, era la via del brennero.
                  Veniva  così  evidenziata l’importanza,  per la logistica,  di  occupare trieste.
             robertson, nel suggerire di fornire momentaneamente una risposta interlocutoria
             al capo dello stato maggiore, non mancò di sottolineare come l’utilizzo di trieste
             fosse subordinato al pieno controllo del suo porto.
                  all’assemblea  pervenne  un  messaggio  personale dal  maresciallo tito  ad
             alexander  che sembrò  preludere  alla  possibilità  di  una soluzione  pacif ca della
             situazione. alexander ritenne, quindi, che tito, come precedentemente concorda-
             to a bolsena e a belgrado, mettesse agli ordini degli americani le forze jugoslave ubi-
             cate nelle immediate vicinanze delle proprie truppe. il comando supremo reputò
             che se la questione fosse stata gestita con tatto e rigidità, non sarebbe emersa alcuna
             dif  coltà nell’occupazione di trieste, complicazioni e dif  coltà sarebbero potuto
             sorgere solo al momento della creazione di un governo militare alleato (allied
             military government - amg) .
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                  Dopo un colloquio con tito, alexander fece proprio l’orientamento per cui
             la soluzione migliore sarebbe stata l’occupazione alleata della Venezia giulia e, in
             subordine,  il  controllo del  porto di trieste  e delle linee di  comunicazione  con
             l’austria. tito, pur riconoscendo le esigenze degli alleati, chiese il mantenimento
             dell’amministrazione civile jugoslava anche nei centri controllati dagli alleati, esclu-
             se che l’istria potesse avere interesse strategico e rivendicò la sovranità per tutti i ter-
             ritori ad est dell’isonzo una volta che le truppe anglo americane avessero lasciato la
             regione. fu in quel momento che il comitato di Liberazione Nazionale (cLN) di
             trieste, già in crisi per la questione delle rivendicazioni jugoslave delle terre contese,
             si trovò in un situazione ambigua: sottomettersi alle operazioni e ai comandi delle
             autorità militari jugoslave e all’instaurazione di un comitato antifascista paritetico
             italo sloveno (che di fatto caldeggiava la soluzione annessionistica) o impossessarsi
             della città, prima dell’arrivo degli jugoslavi, combattendo in netta inferiorità contro


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