Page 238 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i carabinieri del 1945 - LA LIbErAzIOnE




                  chi indossava la divisa rappresentava l’ordine e veniva identif cato con il pote-
             re, distruggere l’uniforme signif cava la rivoluzione. era questo un concetto forte-
             mente radicato nel sentire della popolazione che aveva origini italiane e slave .
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                  La regione è ubicata al conf ne tra l’europa dell’est e dell’ovest, rappresenta
             un punto di incontro tra realtà politiche diverse ed è stata oggetto di continue con-
             tese.
                  i rapporti tra gli stati europei occidentali e orientali, mai improntati alla f du-
             cia reciproca, erano peggiorati dopo la sollevazione bolscevica dell’ottobre 1917. e
             non poteva non essere altrimenti. il massimo responsabile della politica inglese,
             Winston churchill, tra il 1918 e il 1920, era stato un acceso sostenitore dell’inter-
             vento militare occidentale nella russia sovietica al f ne di ristabilire l’ordine ed elimi-
             nare i comunisti. Dif  cilmente, senza ragioni superiori, avrebbe potuto concepire
             alleanze con questi ultimi. Quindi, fu solo il forte senso realistico che lo caratteriz-
             zava che attenuò la sua ferma opposizione all’urSS e gli fece abbandonare posizioni
             rigide nei riguardi di questi come possibili alleati nel 1940. in quell’anno vi fu l’at-
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             tacco tedesco ai franco-inglesi (e la seria possibilità di perdere la guerra) , la francia
             fu messa  in  ginocchio  e la gran  bretagna  rimase sola  a  combattere  contro la
             germania.
                  La situazione divenne ulteriormente critica con la conquista dei balcani da
             parte dei tedeschi e la cacciata degli inglesi dalla grecia. i responsabili della politica
             britannica realizzarono che, se volevano sopravvivere, dovevano trovare un accordo
             non solo con gli uSa ma soprattutto con l’urSS .
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                  La svolta nei rapporti, dovuta soprattutto dalla necessità di Stalin di allearsi
             con  i  paesi  capitalisti  occidentali,  avvenne  con  l’invasione  tedesca dell’unione
             Sovietica, il 22 giugno del 1941.
                  La guerra aveva assunto l’aspetto di una lotta per la vita e la sopravvivenza dei
             rispettivi paesi e delle loro organizzazioni sociali; bisognava cooperare se si voleva
             salvarli entrambi. e non si trattava solo di salvezza immediata, in prospettiva, in
             palio c’era il dominio dell’europa e del mondo.
                  Quando la germania attaccò l’urSS, Harry truman, futuro presidente del
             dopo guerra, pur aggiungendo poi di essere contrario in assoluto ad una vittoria di
             Hitler, così si espresse se noi vediamo che la Germania sta vincendo la guerra noi


             3  bogomil Vizintin, Kako smo zaceli, in Ob deseti obletnici prikljucitve slovenskega primorja k flr jugo-
               slaviji Goriski zbornik, Nova gorica, 1957.
             4  martin mc cauley, The origins of The cold war, 1941-1949, seminar studies in history, Logan,
               London, 1995; ivo tasovac, American Foreing Polycy and Yugoslavia, 1939-1941, texas university
               press colleg Station, 1999.
             5  L. m. chassin, Storia militare della guerra fredda, firenze, Sansoni editrice, 1964.
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