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i carabinieri del 1945 - LA LIbErAzIOnE
chi indossava la divisa rappresentava l’ordine e veniva identif cato con il pote-
re, distruggere l’uniforme signif cava la rivoluzione. era questo un concetto forte-
mente radicato nel sentire della popolazione che aveva origini italiane e slave .
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La regione è ubicata al conf ne tra l’europa dell’est e dell’ovest, rappresenta
un punto di incontro tra realtà politiche diverse ed è stata oggetto di continue con-
tese.
i rapporti tra gli stati europei occidentali e orientali, mai improntati alla f du-
cia reciproca, erano peggiorati dopo la sollevazione bolscevica dell’ottobre 1917. e
non poteva non essere altrimenti. il massimo responsabile della politica inglese,
Winston churchill, tra il 1918 e il 1920, era stato un acceso sostenitore dell’inter-
vento militare occidentale nella russia sovietica al f ne di ristabilire l’ordine ed elimi-
nare i comunisti. Dif cilmente, senza ragioni superiori, avrebbe potuto concepire
alleanze con questi ultimi. Quindi, fu solo il forte senso realistico che lo caratteriz-
zava che attenuò la sua ferma opposizione all’urSS e gli fece abbandonare posizioni
rigide nei riguardi di questi come possibili alleati nel 1940. in quell’anno vi fu l’at-
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tacco tedesco ai franco-inglesi (e la seria possibilità di perdere la guerra) , la francia
fu messa in ginocchio e la gran bretagna rimase sola a combattere contro la
germania.
La situazione divenne ulteriormente critica con la conquista dei balcani da
parte dei tedeschi e la cacciata degli inglesi dalla grecia. i responsabili della politica
britannica realizzarono che, se volevano sopravvivere, dovevano trovare un accordo
non solo con gli uSa ma soprattutto con l’urSS .
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La svolta nei rapporti, dovuta soprattutto dalla necessità di Stalin di allearsi
con i paesi capitalisti occidentali, avvenne con l’invasione tedesca dell’unione
Sovietica, il 22 giugno del 1941.
La guerra aveva assunto l’aspetto di una lotta per la vita e la sopravvivenza dei
rispettivi paesi e delle loro organizzazioni sociali; bisognava cooperare se si voleva
salvarli entrambi. e non si trattava solo di salvezza immediata, in prospettiva, in
palio c’era il dominio dell’europa e del mondo.
Quando la germania attaccò l’urSS, Harry truman, futuro presidente del
dopo guerra, pur aggiungendo poi di essere contrario in assoluto ad una vittoria di
Hitler, così si espresse se noi vediamo che la Germania sta vincendo la guerra noi
3 bogomil Vizintin, Kako smo zaceli, in Ob deseti obletnici prikljucitve slovenskega primorja k flr jugo-
slaviji Goriski zbornik, Nova gorica, 1957.
4 martin mc cauley, The origins of The cold war, 1941-1949, seminar studies in history, Logan,
London, 1995; ivo tasovac, American Foreing Polycy and Yugoslavia, 1939-1941, texas university
press colleg Station, 1999.
5 L. m. chassin, Storia militare della guerra fredda, firenze, Sansoni editrice, 1964.
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