Page 242 - Rassegna 2025 numero speciale 1
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i carabinieri del 1945 - LA LIbErAzIOnE
                  aveva intuito infatti che stante la particolarità della situazione jugoslava, la
             lotta contro il nazismo e la ristrutturazione sociale del paese potevano compiersi
             contemporaneamente. ciò nonostante Stalin, per compiacere gli alleati anglo ame-
             ricani al f ne di tenere unito il fronte antinazista, avesse consigliato a tutti i gruppi
             comunisti la rinuncia alla rivoluzione sociale.
                  tito si trovò a fronteggiare una situazione politico militare che vedeva la guer-
             ra ad oltranza contro i tedeschi, la lotta, politicamente più sottile ma non per que-
             sto meno dura, contro gli italiani, lo scontro senza pietà contro gli ustaša e un altro
             contro i partigiani di Draža mihailović rappresentante del re in esilio .
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                  a ciò si univa la latente questione politica per assicurarsi la Jugoslavia dopo la
             f ne del conf itto, piena autonomia di scelte politiche senza perdere nel frattempo il
             prezioso aiuto militare di uSa e gran bretagna.
                  ultimo ma non meno importante c’era il contrasto con l’urSS, il timore di
             tito di dover sottomettersi al leader sovietico per una serie di ragioni che qui omet-
             to per la vastità dell’argomento .
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                  Nelle sue scelte tito fu inamovibile e l’alto grado di omogeneità e coesione
             venutosi a creare nell’ambito della direzione partigiana rese possibile la realizzazione
             del suo pensiero. il comando era interamente formato da comunisti e in tutte le for-
             mazioni fu istituita una cellula del partito.
                  churchill, notoriamente anticomunista, decise di investire su tito (gli inviò
             suo f glio come consigliere militare) convinto, sulla base dei rapporti del Soe, che
             era l’indipendenza da qualsiasi nazione che il maresciallo cercava e che alla f ne si
             sarebbe schierato dalla parte avversa a Stalin.
                  alla f ne dell’estate 1944 era ormai chiaro che per i tedeschi la guerra era persa,
             incalzati dai partigiani le truppe iniziavano a ritirarsi. Nell’autunno dello stesso
             anno le forze dell’esercito di liberazione jugoslavo, coadiuvato dall’armata rossa,
             sbaragliarono def nitivamente la Wehrmacht in Serbia, eliminarono il problema dei
             cetnici di mihailović ed entrarono belgrado.
                  L’arrivo di istruttori militari da mosca portò alla trasformazione della compa-
             gine partigiana in un esercito ef ettivo che fu suddiviso in quattro armate per un
             totale di circa cinquanta divisioni ognuna delle quali era in grado di prendere da
             sola l’of ensiva.
                  Dal marzo 1945 il nuovo esercito diede il via all’of ensiva f nale dalla bosnia,
             della croazia e della Slovenia, l’armata rossa si ritirò dalla Jugoslavia.


             23  Vladimir Dedijer, Tito speak, London, readers union Weidenfeld and Nicolson, 1953.
             24  Jŏze pirjevec, Tito e i suoi compagni, torino, einaudi, 2011.
             25  adriano guerra, Gli anni del Cominform, milano, gabriele mazzotta editore, 1977.




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